Carezze di luce

18 gennaio 2013- di

Quel pomeriggio Sara aveva invitato i suoi amici a giocare: il cielo era un po’ scuro e le nuvole avvisavano che di lì a poco avrebbero lasciato cadere un sacco d’acqua e, magari, anche un po’ di luci di fulmini e voci di tuoni qua e là; era meglio dare retta alle nuvole e non giocare in giardino…

Quando era scoppiato il temporale i bambini, per un momento, erano rimasti a guardare la pioggia alla finestra.

Sara aveva spiegato ai suoi amici le regole di un gioco che le aveva insegnato la sua mamma, la gara delle gocce: ognuno doveva scegliere una tra le gocce che battevano sul vetro e, con il dito, doveva seguirne il percorso fino a quando l’acqua non arrivava in fondo alla sua corsa confondendosi con le altre; chi arrivava in fondo al vetro per primo, vinceva.

Subito dopo che Sara aveva finito di parlare, tre piccole dita seguivano le linee tracciate da tre gocce d’acqua che scivolavano verso il basso tracciando buffissimi segni sulla finestra. Le gocce scendevano sul vetro disegnando un serpentello, una strada piena di curve, stelle filanti o parentesi grandissime; prima lente, poi veloci e, infine, velocissime.

Si stavano divertendo, ma pochi minuti dopo un tuono, non contento di aver spaventato tutti con il suo botto, aveva fatto andare via la luce.

Dicono tante cose sul buio, forse esiste chi non ne ha paura, magari per qualcuno può addirittura essere divertente, ma la verità era che a nessuno di loro piaceva particolarmente…

– Forse, – disse Eugenio a Sara – sarebbe meglio chiamare la tua mam… – ancora prima che il bambino finisse la frase, la porta si era aperta e la mamma era entrata in camera tenendo in mano una torcia; il suo viso era sorridente e rassicurante. Per tranquillizzarli e farli divertire la mamma, spenta la lucina che aveva in mano, aveva proposto di guardare i fulmini: erano brillanti e, al buio, si potevano vedere in tutto il loro scintillante splendore.

Una saetta a zigzag fece sgranare gli occhi a Tommaso, che gridò: – Avete visto? Sembra la goccia che stavo seguendo poco fa alla finestra! Continuiamo il nostro gioco?

Sara si illuminò e sgranò gli occhi come tutte le volte che le veniva una fantastica idea.

Andò di corsa verso il cesto dei giochi e tornò dagli altri con delle piccole torce accese in mano. Con un gran sorriso ne diede una per una ai suoi amici. Le era improvvisamente tornato in mente il giorno in cui  il papà aveva colorato le pareti della sua camera: lei si era divertita a guardare il pennello mentre faceva solletico al muro! Bastava una passata perché le setole lasciassero dietro di sè una strada colorata.

- Useremo la luce di queste pile per colorare il muro! – aveva esclamato Sara entusiasta.

Vedendo che gli amici la guardavano senza capire, aveva spiegato loro quel che aveva in mente: avrebbero usato le luci delle torce come fossero dei pennelli per disegnare il percorso che poco prima avevano seguito sulla finestra.

Era divertente giocare al gioco delle gocce senza gocce! La luce delle lampadine che i bambini tenevano in mano aveva zigzagato, puntinato, virgolato e zebrato tutto il muro quando all’improvviso la lampada appesa al soffitto si era riaccesa cogliendoli di sorpresa, cancellando le luci dal muro e lasciandoli un po’ tristi: niente più pennellate o carezze di luce sulla parete…

A far sparire la delusione dai loro occhi, però, era bastato il richiamo della mamma di Sara, che esclamando – MERENDA!!! ­– aveva risvegliato i piccoli strappandoli dalla dimensione magica in cui avevano passato il pomeriggio.

Prima di correre fuori dalla stanza Tommaso aveva spalancato la bocca per la sorpresa indicando qualcosa ai suoi amici, che avevano sgranato gli occhi increduli: anche se la luce era tornata, i segni magici erano rimasti sul muro; file di piccole lucine appena appena visibili componevano i disegni che, tutto il giorno, li avevano tenuti occupati.

Dopo essersi guardati con occhi stupiti avevano sghignazzato: prima sottovoce poi via via sempre più forte e allegramente finché le luci sul muro avevano sentito il suono delle loro risate allontanarsi e trasformarsi in mugolii di bocche piene di biscotti che i bambini stavano divorando.

Carezze di luce è un’esclusiva Donnamoderna.com, in collaborazione con Il Battello a Vapore. L’illustrazione è di Silvia Pusceddu.

Torna tra una settimana per scoprire una nuova fiaba.