Luci di città

08 marzo 2013- di

Ci sono giorni in cui Margherita non vede l’ora che arrivi la sera.
La mattina di quelle giornate speciali sa già che il tempo passerà al rallentatore: succede sempre così quando il suo papà le chiede di accompagnarlo al lavoro.

fiaba

credits: Silvia Pusceddu

Perché il papà di Margherita, Pietro, ha un compito un po’ magico… non ha un ufficio come molti altri papà: lui ha un tetto! Non va a lavorare la mattina, come i papà dei suoi amici: lui ci va poco prima che diventi buio…
In quelle giornate, Margherita non fa altro che chiedere a tutti: – Che ore sono? – per sapere quanto tempo manca.
– Mamma, che panini ci prepari, questa volta? – chiede la mattina andando a scuola. La mamma le risponde con un sorrisetto divertito che vuol dire: – Lo scoprirai! Fa sempre gli scherzi, la mamma…
Una volta ha messo perfino le fragole, in mezzo al pane, e quando Margherita e il suo papà le hanno addentate hanno spalancato gli occhi e sono scoppiati a ridere!
Quando finalmente arriva il momento e il buio scende piano piano, Margherita e il suo papà aprono la porta di una casa, sempre la stessa, e cominciano a salire; Margherita conta i gradini tutte le volte: sono centotré. – Vai piano, – le dice papà ridendo – altrimenti ti verrà subito il fiatone! Pietro conosce quelle scale a memoria: prima di lui le faceva suo padre e, ancor prima, suo nonno. Gli ultimi scalini sono i più belli: a Margherita, come al suo papà, piace salirli molto lentamente gustandosi ogni passo, assaporando la sorpresa, con il cuore che batte sempre più forte finché non si trova davanti alla piccola porta verde. Solo allora il papà prende le chiavi, apre piano piano e la meraviglia riempie i loro occhi e le loro pance: sono su un tetto, in cima alla città.
A quel punto Pietro apre uno sportellino nel muro; è piccolo, della misura giusta per contenere il necessario: un interruttore, un orologio e un oggetto, sempre diverso, che papà ha lasciato lì la sera prima; oggi c’è una bottiglietta di aranciata. Un’occhiata all’orologio e il papà chiede a Margherita: – Sei pronta? Ogni volta è un attimo piccolissimo e davvero speciale. Lei, ancora senza fiato, ride e gli fa segno di sì con la testa, poi si gira a guardare le strade. TAC, ecco il rumore dell’interruttore.
Papà lo schiaccia pensando ogni sera a un angolo diverso della sua città. Poi, con calma, raggiunge Margherita per godersi lo spettacolo insieme a lei. Al rumore del tasto schiacciato da Pietro, fanno eco tanti TIC, uno dopo l’altro come le perline della collana della mamma, quella volta che si è rotta: sono le luci di tutte le strade sotto di loro. La città si illumina, i lampioni si accendono: sono vecchi, ci mettono un po’ a illuminarsi ma poi danno la loro luce non troppo forte, calda, gialla e delicata. Appollaiati sul tetto della città Margherita e il suo papà si godono lo spettacolo bevendo aranciata e mordicchiando i buonissimi panini della mamma. Dopo due morsi e tre sorsi ci sono importanti appuntamenti: nelle serate estive il fruscio di centinaia di ali, di code e di becchetti che tagliano l’aria e sbattono, precedono l’arrivo di un sacco di uccellini; le luci sono il segnale che tra poco tutti torneranno nelle loro case e loro saranno i padroni della città.
Ora stanno planando verso i fili della luce dove si godranno, in pace, il fresco della sera.
D’inverno, invece, il papà va al lavoro molto prima; non porta molto spesso Margherita perché fa freddo. Quando torna a casa, però, racconta storie fantastiche: dal tetto sembra di vedere qualche gatto che, con passo felpato, cerca un angolo riparato in cui passare la notte.
Pietro ha promesso a Margherita che, quando sarà più grande, potrà andare con lui a vedere i gattoni dall’alto; per il momento lei si accontenta di ascoltare le storie e di stare alla finestra con la mamma per non perdersi il momento esatto in cui la città si colora di luce: segno che tra poco il papà tornerà a casa da loro!

 

Luci di città è un’esclusiva Donnamoderna.com, in collaborazione con Il Battello a Vapore. L’illustrazione è di Silvia Pusceddu.

Torna tra una settimana per scoprire una nuova fiaba.