Mucche che pigolano, pulcini che nitriscono

Il cielo sopra la fattoria, quel giorno, era di un colore che ricordava il mare  in tempesta. Visto il tempo le scolaresche che sarebbero dovute andare a vedere gli animali, avevano rimandato la loro gita e quando i cani, che avevano sentito la conversazione del padrone al telefono con la scuola, erano corsi a riferire la notizia agli altri animali… erano rimasti tutti delusi! Sarebbe stata una giornata noiosa, senza bambini… Ognuno, sbuffando scocciato, tornò a quello che stava facendo.

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Il cavallo guardò verso il cielo e, notando  che stava per mettersi a piovere borbottò: «Ci mancava solo questa, l’unica cosa che mi andava di fare era una bella corsa nel prato: con questo tempo non posso fare neanche quella…», sbuffò talmente forte che  la gallina che

stava pazientemente covando il proprio uovo lì vicino sobbalzò e per poco non ruppe il guscio. «Co – co – co – co – co -come ti permetti?», disse indignata, incerta se dargli una beccata nella zampa…

Vedendo il movimento gli uccellini curiosi, con un velocissimo volo, atterrarono su un ramo dell’albero proprio sopra il pollaio; cinguettavano talmente forte che la mucca, che stava dormicchiando lì vicino, si svegliò. Anche se non avrebbe mai fatto del male a nessuno dei suoi amici animali, decise di fare un bello scherzo agli uccellini: un muggito, di quelli

memorabili, che fece tremare perfino le code riccioline dei maiali nel recinto, che emisero grugniti traballanti; subito dopo la mamma dei vitelli alzò la coda e, senza troppo sforzo, diede una scrollatina all’albero: una nuvola di ali e becchi e zampe si alzarono in volo facendo un baccano tremendo che richiamò l’attenzione dei gatti i quali, tutti insieme, si alzarono per andare a vedere da dove provenisse quel rumore. Chiedendosi cosa potesse essere stato quel fortissimo fruscio, emettevano dei miagolii così striduli  che i gusci delle uova che le galline stavano covando rischiarono di rompersi. «Che noia questa giornata senza bambini», disse qualcuno. Come non essere d’accordo?

Ognuno voleva esprimere la propria delusione per la gita mancata: lo fecero ognuno a modo proprio, ciascuno col proprio verso… ognuno nello stesso preciso momento. A quel punto si erano svegliati tutti ma proprio tutti: anche quelli che fino a quel momento avevano resistito a muggiti, cinguettii, nitriti e chi più ne ha più ne metta.

Una grandissima goccia di pioggia scivolò lungo la coda della mucca ancora vicina al tronco e, notandola, tutti si guardarono e decisero di correre a rifugiarsi nella stalla. «Partita a carte?», cinguettò l’uccellino. Il gallo scosse la sua cresta, non ne aveva voglia, l’avevano già fatta durante l’ultimo temporale…

«Nascondino!», miagolò il gatto. La proposta fu bocciata dalla mucca: non si era mai divertita ad essere trovata subito…

«Giochiamo a strega comanda colo…», il maiale non riuscì neanche a finire di grugnire la frase che un tuono rombò fortissimo. Il rumore fu talmente potente che agli animali sembrò che il pavimento  sotto le loro zampe si stesse muovendo. Aveva tremato la terra facendoli spostare o si erano abbracciati per la paura? Non lo sapeva nessuno, sta di fatto che pochi istanti dopo si erano ritrovati tutti  abbracciati stretti stretti in un angolo della stalla… Peccato non ci fosse il loro padrone: non doveva succedere tutti i giorni di vedere un maiale attaccato ad una mucca alla coda della quale erano appesi tutti i gatti, come scimmie su un ramo. Che dire, poi, degli uccellini che, per mettersi al sicuro, erano volati sotto la pancia del cavallo?

Il ciguettio di un passerotto che passava sopra il tetto del fienile  per caso, fece capire a tutti che, dopo quel terribile tuono, il temporale si stava allontanando; tutti tirarono un sonoro sospiro di sollievo. Ma subito dopo sgranarono gli occhi: c’era stato qualcosa di troppo strano in quel respirone, decisamente qualcosa non andava…

«Ma cosa è succ…?» esclamò il cavallo facendo volar via gli uccellini e tutti rimasero a guardarlo a bocca aperta: il cavallo aveva grugnito!

La mucca stava per rispondere: «Non so!» ma invece del basso muggito, dalla sua bocca uscì un voce piccola, la più piccola che potete immaginare: il pigolio di un pulcino; la mucca non credeva alle proprie orecchie: sembrava il figlio della chioccia seduta lì vicino…
Ne rimase delusissima!

Potete immaginare il baccano che c’era in quella stalla: tutti provavano e riprovavano la propria voce senza capire come potesse essere cambiata così tanto…

Forse erano vittime di una magia? Forse…

Mentre discutevano animatamente, sentirono un rumore: era il loro padrone che, attirato da quegli strani versi, era andato a controllare cosa stesse succedendo.

Per la sorpresa gli animali si zittirono per un istante, dopodichè ricominciarono a parlare tutti insieme per far capire all’uomo quale fosse il problema!

Certo, il pulcino che parlava come un cavallo si sentiva importante ma non si poteva certo dire la stessa cosa della mucca che, pigolando riusciva a malapena a farsi sentire…

Il padrone della fattoria era incredulo ma soprattutto preoccupato: il giorno dopo sarebbero venuti a trovarlo i bambini della scuola lì vicino: cosa avrebbe dovuto dire davanti ad un maiale che miagolava o ad un gatto che cinguettava come un passerotto? Incredulo, preoccupato, ma anche un po’ divertito chiamò il veterinario per vederci chiaro in questa situazione davvero incredibile…

Il cielo si stava coprendo di nuovo, le nuvole nere promettevano un altro temporale; ricominciò a piovere proprio mentre il dottore degli animali stava arrivando; tutti i pazienti si misero in fila mentre il dottore passava a visitarli attentamente; pensando che fosse un problema di mal di gola, il dottore provò a dare ad ognuno di loro un cucchiaino di miele… ma la cura non funzionò…

Dopo averli osservati a fondo, disarmato, borbottò: «È proprio una situazione incredib…» non fece in tempo a finire la frase che un tuono pazzesco fece rimanere tutti immobili. Non appena il temporale si allontanò, il cavallo, che faceva finta di non avere paura, guardando fuori dalla finestra disse: «Certo che c’è un tempacc…» i musi di tutti, compresi quelli del veterinario e del fattore, si girarono di scatto verso chi aveva parlato: da sotto la criniera era uscito un potente e chiaro nitrito, come si conviene ad un cavallo che si rispetti!

Gli animali erano entusiasti e, complimentandosi con l’amico per la voce ritrovata, si resero conto che le cose, per tutti loro, stavano tornando alla normalità: la bocca della mucca emise un muggito con i fiocchi, il maiale grufolava soddisfatto e gli uccellini cinguettavano felici. Mentre gli animali saltellavano, eccitati per aver ritrovato ognuno il proprio modo di parlare, il veterinario si grattava la testa ripromettendosi di studiare il fenomeno più unico che raro  a cui non avrebbe mai immaginato di assistere…

Una cosa era certa: gli animali, quel giorno, nonostante la pioggia, non si erano per nulla annoiati e proprio grazie al temporale e ai suoi tuoni si erano divertiti a parlare come mai avrebbero immaginato di fare! Ma soprattutto avevano fatto un sacco di risate davanti agli sguardi stralunati del padrone e del veterinario…

Tutti alzarono i musi per guardare il cielo e si guardarono ridendo divertiti all’idea che prima o poi sarebbe scoppiato un nuovo e potente temporale: e allora sì che ci sarebbe stato da divertirsi guardando la faccia del padrone e del veterinario!

Il Battello a Vapore

La Fiaba Mucche che pigolano, pulcini che nitriscono è un’esclusiva Donnamoderna.com, in collaborazione con Il Battello a Vapore. L’illustrazione è di Silvia Pusceddu.

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