Mare coperto

Una sera d’autunno un bambino si trovava su una spiaggia con la sua mamma e il suo papà: guardava il mare.
Ricordando i bellissimi bagni che aveva fatto qualche tempo prima, rifletteva su quanto doveva essere fredda l’acqua, in quella stagione.

Era preoccupato per i pesci: forse il gelo stava sbiadendo i loro bellissimi colori…

Pensava che anche per gli abitanti del mare quella stagione doveva essere buia e lunga: temeva che loro, senza bambini con cui fare capriole e girotondi, si sentissero soli e si annoiassero un sacco.
Era talmente rattristato da questi pensieri che era rimasto in silenzio tutta la sera e il giorno dopo era andato a chiamare tutti gli amici, proprio quelli con cui, d’estate, si divertiva a sguazzare in quel mare. Forse, insieme, avrebbero potuto fare qualcosa…

In cerchio, seduti sulla sabbia fresca, avevano parlato tanto e non vedevano l’ora di cominciare a raccogliere tutto quello che serviva per i loro piani.

– Ritroviamoci qui, sulla spiaggia, domani a quest’ora con l’occorrente!

Erano tutti d’accordo e se ne erano andati verso casa pensando a cosa portare con sé il giorno dopo.
Appena finito di mangiare, avevano avuto un sacco da fare: Gaia aveva rovistato a lungo nel cestone dei suoi giochi, Jacopo aveva curiosato negli armadi della sua mamma e Tommaso si era diretto, sicuro, in soffitta: aveva le idee chiare…

MARE

L’indomani, appena dopo colazione, si erano ritrovati tutti in spiaggia: da sotto i cappelli colorati che indossavano per ripararsi dal freddo, spuntavano facce molto soddisfatte!
Seduti in cerchio, avevano deciso di mettere sulla sabbia, davanti ai propri piedi, tutto quello che avevano portato.
Dopo un po’, in mezzo a loro, c’erano tantissime candele di forme e colori diversi, alcune morbide coperte, e tante, tantissime foto scattate d’estate: erano loro, gli stessi amici, solo che al posto delle giacche indossavano colorati costumi da bagno e si schizzavano felici in acqua; sembrava proprio che si stessero divertendo moltissimo!
Intanto in mare il piccolo pesce palla, nuotando più veloce che poteva, era arrivato davanti ai pesci grandi: quasi senza fiato aveva raccontato loro del gruppo di amici (ne aveva riconosciuto qualcuno) sulla spiaggia: li aveva notati perché scuotevano enormi coperte colorate e, soprattutto, giocavano con strane luci che accendevano e spegnevano… qualcuno sapeva indovinare a quale gioco stessero giocando i bambini?
I pesci, curiosi, avevano nuotato veloci verso riva per capirci qualcosa di più ed erano rimasti a bocca aperta: i piccoli stavano mettendo, sopra la solita piccola barca abbandonata in spiaggia, coperte, fotografie e candeline accese; sorridendo, i pesci pensavano che i piccoli così indaffarati fossero bellissimi da guardare, ma soprattutto erano commossi perché, sentendoli parlare, avevano capito che i bambini stavano facendo tutto questo proprio per loro!!!

Con le loro pinne, gli animali avrebbero voluto ringraziarli, ma dalla spiaggia, certo, non li avrebbe sentiti nessuno…
Con le loro bocche, i pesci avrebbero voluto sorridere, ma senz’altro nessuno li avrebbe visti…
Mentre pensava a come fare, il pesce palla che aveva avvisato tutti gli altri del trambusto della spiaggia, nuotava avanti e indietro velocissimo. Spostandosi, provocava piccole ondine che avevano catturato l’attenzione di un bambino che si era avvicinato alla riva per vedere cosa fosse quel piccolo mulinello nel mare…
I pesci, vedendo che i bambini li stavano guardando, pensarono che nuotare veloce avanti e indietro avrebbe potuto essere una buona idea: non avevano mani con cui applaudire ai bambini, non avevano voce per poter urlare loro “grazie”, ma avevano portentose pinne e code con cui nuotare velocissimi e creare onde, piccole, grandi o enormi: era il loro modo per ringraziare i piccoli amici sulla spiaggia per essere stati così carini con loro e per essersi preoccupati della loro felicità!

Davanti agli occhi dei piccoli e dei loro genitori, che li avevano raggiunti per godersi il tiepido sole, il mare, da calmo, diventò, improvvisamente pieno e strapieno di onde: mentre i grandi guardavano l’acqua senza spiegarsi come potesse essere tanto mosso senza che ci fosse un filo di vento, i bambini, che avevano capito al volo, guardandosi, ridevano felici battendo le mani.

Un mare di pesci li stava ringraziando e le onde dicevano loro di non preoccuparsi: lì dentro stavano tutti bene e aspettavano i loro amici l’estate seguente!

Mare coperto è un’esclusiva Donnamoderna.com, in collaborazione con Il Battello a Vapore. L’illustrazione è di Silvia Pusceddu.