Merenda mobile

Oggi Eugenio non ha proprio voglia di tornare a casa: l’aria ancora estiva gli fa venir voglia di gironzolare; se poi camminando nella piazza vicino alla scuola gli capita di passare accanto a un autobus posteggiato… la tentazione di salirci diventa fortissima. Autobus, pullman e treni sono i mezzi di trasporto che Eugenio preferisce e poi, pensa, cosa ci sarà di male a salire un momento? Le porte sono aperte…

La poltrona del guidatore è enorme per lui e il volante sembra un ufo.

Si ricorda bene tutte le fermate: è l’autobus che prendono lui e la mamma per andare dai nonni!

Quindi… si parte!!!

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credits: Silvia Pusceddu

Alla prima fermata, vicino alla scuola, sale qualche suo amico: hanno le mani piene di lecca lecca; oggi era il compleanno di Matilde e la festeggiata ha regalato ai suoi compagni i dolci colorati che ama di più… Eugenio porta tutti a casa e riscuote una grande ammirazione, tanto che, per ringraziarlo, i suoi amici lasciano sull’autobus i loro lecca lecca.

La fermata successiva è davanti a un supermercato: salgono una mamma con il suo bambino; stanno tornando a casa dopo aver fatto la spesa per la festa che faranno il giorno dopo e, una volta arrivati, regalano allo speciale guidatore una montagna croccante di pop corn; Eugenio sorride: questo lavoro gli piace proprio!

Uscito dalla città Eugenio si dice, concentrato: «Devo stare attento, questa strada è piena di curve!».

Ecco un’altra fermata: questa ha un profumo di erba appena raccolta; salgono un papà con il suo bambino, Federico; hanno una cassetta con tanti pomodori: chissà quante pizze ci si possono fare!

Poi l’autobus si ferma davanti a una fattoria; ad aspettarlo c’è una signora con piccole forme di  formaggio, che sembrano squisite, e tante bottiglie di latte: deve averlo appena munto e a Eugenio viene l’acquolina in bocca…

– Grazie, noi scendiamo qui! – dice Federico quando l’autobus arriva alla fermata successiva; l’autobus ha fatto una leggera salita e l’aria è un po’ frizzantina. Federico si sbraccia per salutare la mamma che li sta aspettando alla fermata. – Spero che ti piacciano i pomodori, – dice il bambino ad Eugenio – te ne ho lasciati un po’ sui sedili in fondo! Grazie per averci portato a casa!

Eugenio lo ringrazia con un grande sorriso.

La fermata successiva profuma di sale: man mano che ci si avvicina, Eugenio sente, sempre più forte, il suono di quando ha una conchiglia attaccata all’orecchio.

Alla fermata c’è Daniela con sua figlia Cristina: la casa della piccola è sempre piena di amici per l’ora della merenda: la sua mamma fa il gelato più buono del mondo, ne fa una montagna e poi lo vende sulla spiaggia.

Salutando Cristina e Daniela, Eugenio intravede ciò che stanno trasportando: cioccolato, limone, fragole.

«Sono stanco, meno male che ho quasi finito…» pensa Eugenio con uno sbadiglio.

Ultima fermata, le gelataie scendono; non prima, però, di aver lasciato golosi coni per il loro guidatore!

Si torna a casa!

Girandosi per vedere che nessuno abbia dimenticato niente, Eugenio rimane  a bocca aperta.

Verde, giallo, bianco, rosso e un sacco di altri colori a fette, a palline, a bocconcini da mangiare, leccare, mordicchiare, bere e far sciogliere in bocca…

Senza pensarci troppo apre il finestrino e grida: – Daniela!!!

La bimba e la mamma sono ancora vicine, Eugenio fa loro segno di risalire in fretta sull’autobus: le due si chiedono cosa abbia in mente ma lui sembra così felice che non ci pensano due volte e lo raggiungono.

L’autobus di Eugenio, con a bordo Cristina e Daniela, si dirige, deciso, alla fermata del paese dall’aria frizzantina: si vede Federico, ancora per strada, che sta raccontando qualcosa alla sua mamma: probabilmente le sta parlando del loro viaggio, dei pomodori, dello strano guidatore che li ha portati lì…

È così vicino che Eugenio non ha bisogno di urlare, per farsi sentire; Federico e i suoi genitori si guardano ridendo e un minuto dopo sono già sull’autobus.

La corsa continua: Eugenio, Cristina e Daniela, Federico e i suoi genitori vedono la signora del latte; per fortuna, cammina lenta lenta: le bottiglie sono pesanti e sua figlia le è andata incontro per aiutarla; Eugenio suona il clacson per farsi notare e la sua voce urla insieme a quella degli altri per invitarle a salire.

Eugenio, Cristina, Daniela, la signora del latte, sua figlia, Federico e i suoi genitori rientrano in città: «Speriamo che siano ancora da queste parti…» pensa Eugenio cercando qualcuno con lo sguardo… Poi si illumina e grida: – Eccola, è lei, la signora dei pop corn con suo figlio!!!

I due hanno incontrato degli amici e stanno chiacchierando con loro prima di tornare a casa; vedendo l’autobus il bambino sgrana gli occhi, lo indica all’amico con cui sta parlando e tutti insieme corrono incontro a Eugenio che, nel frattempo, ha aperto le porte per farli salire tutti.

Eugenio, Cristina, Daniela, la signora del latte, sua figlia, Federico, la sua mamma, il suo papà e gli amici dei pop corn: mancano solo i suoi compagni di scuola: non sarà facile ritrovarli tutti… E invece, eccoli lì, nel parcogiochi della piazza a godersi il sole con gli altri bambini

– Ehi, salite!!! – urlano i passeggeri in coro con le voci che si sovrappongono allegre; gli amici non se lo fanno ripetere due volte, abbandonano le altalene e gli scivoli e salgono schiamazzando felici.

Eugenio spegne il motore e si gira ridendo: sono tutti qui, a fare una merenda con i fiocchi…

«Dopo una merenda così,» pensa Eugenio «ci starebbe bene una dormita… se solo ci fosse silenzio… ma cos’è questo brusio?» Si guarda intorno alzando la testa dal volante e, nella piazza in cui si trova l’autobus, vede un sacco di persone che lo guardano curiose e divertite…Tra loro ci sono i suoi compagni che stanno giocando al parcogiochi e la sua mamma che,come al solito, lo sta aspettando fuori dalla scuola, alla fermata.

L’autobus è vuoto, la piazza è piena.

Che sia stato tutto un sogno? 

Merenda Mobile è un’esclusiva Donnamoderna.com, in collaborazione con Il Battello a Vapore. L’illustrazione è di Silvia Pusceddu.