Figli fuori tempo massimo? Non è detto

11 dicembre 2012- di

Desideri un bambino ma pensi di essere troppo avanti con l’età? Sono rimasta incinta a trentacinque anni e davvero non lo avevo previsto. M’è preso un colpo, dico sul serio.

Tutt’ora, anche per una serie di problemi di salute, sento il peso della maternità e mi dico che se avessi incontrato mio marito quando ero giovanissima, forse sarei stata meglio.

Avere un figlio a venticinque anni è sicuramente vantaggioso se pensiamo alle energie che un bambino richiede. Tuttavia, a dispetto della biologia, spesso la questione è soggettiva.

 

Conosco donne molto più grandi di me alle prese con neonati. Stanno benissimo, sono piene di energie. In pratica, la mollacciona sono io.

La verità è che quando ci interroghiamo sul desiderio o sull’opportunità di avere un figlio, dobbiamo mettere in conto pressioni sociali e familiari a volte contrapposte. Ce ne stiamo lì, come materiali che vengono modellati da una pressa.

Spinte dalla famiglia che ti vorrebbe subito sistemata e incinta (salvo poi rinfacciarti che avresti dovuto realizzarti professionalmente, per non dipendere da nessuno); allertate da chi sostiene che non è tempo per noi e che non possiamo far finta che il nostro corpo tenga botta come a vent’anni; incoraggiate dalla medicina e da tutti i medici specializzati che promettono miracoli a suon di ormoni.

Senza contare le considerazioni su come una mamma giovane sia energica, ma immatura, mentre una quarantenne dovrebbe aver risolto i suoi conflitti edipici.

Se anche tu sei un po’ confusa e sotto pressione, ti faccio una proposta. Stacca le comunicazioni per qualche tempo. Quello che devi capire, prima di tutto, è se desideri davvero avere un (altro) figlio. Non è facile come sembra. Magari hai un punto di vista diverso anche da quello del tuo partner. Magari temi che non avere figli significhi essere egoista.

Se la risposta è , e non ha niente a che vedere con sensi di colpa o fissazioni altrui, solo allora puoi cominciare a chiederti se questa decisione è conciliabile con il tuo stato di salute o con il lavoro che hai, con le energie che pensi di poter impegnare nella maternità. Magari ti sembrerà un ragionamento strano.

In fondo il figlio non dovrebbe essere il risultato di un gesto di amore? Certo, ma di un gesto di amore che deve riguardare sia la mamma che il bambino. Un gesto d’amore non è incosciente, è responsabile, anche quando sembra avventato.

Perché un domani, quel bambino dovrà essere libero di diventare se stesso. E tu, come mamma, dovrai essere felice della tua scelta, anche se, a volte, ovviamente, tanto stanca.