Giocare in casa: il vaso Mangia Noia!

09 gennaio 2013- di

Giocare in casa: argomento di grande attualità. Non che la cosa ci abbia sorpreso più di tanto: al terzo anno consecutivo il virus di Santo Stefano, non particolarmente virulento ma incredibilmente guastafeste, è ormai considerato una tradizione famigliare ed è stato accolto con rassegnazione…

giocare

credits: Giada Francia

Ciò che non avevamo proprio voglia di affrontare però erano i giorni di convalescenza costretti in casa con un bambino annoiato e insofferente.
La noia è uno dei sentimenti più temuti dai genitori e io stessa ne sono spaventata, anche se la considero enormemente sopravvalutata: nessuno è mai morto di noia, se non in un abusato modo di dire, e proprio quando non si ha nulla da fare si da il meglio di sé nell’inventare nuovi modi per divertirsi, lasciando correre l’immaginazione.
Purtroppo consentire a un quasi treenne di immaginare la propria fuga dalla noia equivale a invitare a cena il re degli Unni in piena fissa con il design d’interni: ciò che non viene distrutto, calpestato, sporcato e colorato trova una nuova collocazione, in base all’insindacabile giudizio estetico del piccoletto. In pochi istanti le macchinine si trasformano in sofisticati soprammobili, le posate fanno bella mostra di sé sulla libreria mentre i libri finiscono sotto al letto.
Mi riprometto di concedere a mio figlio un’annoiatissima pre-adolescenza,  ma fino a quando per lui la parola creatività farà rima con rivoluzione, devo essere pronta a sottoporgli idee meno distruttive per giocare in casa che siano allo stesso tempo semplici da improvvisare.