I 5 principali controlli in gravidanza

La gravidanza è scandita da una serie di esami e controlli per valutare il benessere materno e fetale. Di seguito un breve cenno ai 5 esami principali che rappresentano tappe fondamentali del monitoraggio della gravidanza:

credits: diluvi

Traslucenza nucale:  È un esame ecografico che dovrebbe essere eseguito tra la 11 e 13° settimana di gestazione. Con tale esame si valuta la raccolta di liquido a livello della nuca espresso come spessore della plica nucale. Uno spessore nucale superiore alla norma  è considerato un marker di sindrome di Down e di altre anomalie cromosomiche più frequenti. Il valore dello spessore nucale esprime solo una probabilità/rischio che il feto sia affetto da una malattia cromosomica e non la certezza di malattia. Una translucenza nucale patologica impone successivi controlli, duo-test ed amniocentesi, per la conferma/esclusione della diagnosi.

Duo-test: Viene effettuato contestualmente alla translucenza nucale, è un test biochimico che dosa nel sangue i valori di PAPP-A (proteina A plasmatica) e free-beta-HCG (gonadotropina corionica), due sostanze prodotte dalla placenta. I valori del duo-test vengono messi in relazione con quello della translucenza nucale, età materna, razza, età gestazionale per ottenere una valutazione della probabilità di cromosomopatia. Tutti i dati vengono inseriti in un computer che provvederà ad eseguire il calcolo statistico e fornire la stima del rischio, espresso numericamente (es. 1:100; 1:100000), delle principali sindromi cromosomiche (sindrome di Down, trisomia 18, ecc).

Eco morfologica o strutturale: Viene eseguita tra la 19-22° settimana di gestazione e consente lo studio di tutti gli organi per escludere la presenza di sindromi malformative maggiori o difetti strutturali minori. Nel corso dell’esame, in accordo con le linee guida SIEOG (Socità-Italiana-Ecografisti-Ostetrici-Ginecologi), vengono parametrati dimensione e sviluppo di tutti gli organi: testa ed encefalo, cuore e principali vasi, arti, mani e piedi, circonferenza addominale, reni e vie urinarie, apparato digerente, dimorfismi facciali, sesso. Qualora vengano diagnosticati difetti strutturali i genitori devono essere riferiti a centri di 2° e 3° livello per uno studio più approfondito ed informati della possibilità di interruzione volontaria di gravidanza.

Mini curva glicemica: Viene effettuata intorno alla 25° settimana di gestazione ed è un esame di screening per il diabete gestazionale. Consiste nella determinazione della glicemia su 3 prelievi di sangue effettuati al tempo 0 e poi a 60 e 120 minuti dall’assunzione di una soluzione glucosata per bocca. Se la curva glicemica così determinata supera i limiti soglia si procede con la curva da carico di glucosio a 6 o più determinazioni.

Flussimetria: È un esame ecografico che valuta la vascolarizzazione di strutture materne e fetali. Solitamente effettuato alla 32° settimana di gestazione, non è considerato un esame di routine, sebbene alcuni ginecologi preferiscano eseguirlo anche nel corso di gravidanze fisiologiche. L’indicazione alla flussimetria viene posta in pazienti a rischio di pre-eclampsia on in caso di rallentamenti nella crescita fetale. Lo studio dei flussi vascolari del cordone ombelicale e della placenta consente di valutare il meccanismo di ossigenazione/nutrimento del feto ed eliminazione delle tossine. La flussimetria delle arterie uterine invece valuta la circolazione uterina in donne con sospetto/rischio di pre-eclampsia (gestosi). In entrambe le situazioni, laddove sussistano condizioni rischiose per la salute materna o fetale, potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di un parto anticipato.