La valigia per l’ospedale: consigli semiseri e calde raccomandazioni

Le statistiche e le ricerche sul tasso di natalità in Italia sono chiarissime, facciamo 1 o al massimo 2 figli e li facciamo principalmente dopo i 30 anni d’età. Non sono qui certo per discutere su questi dati dei quali non ho assolutamente alcuna competenza in merito, ma questi numeri mi servono per dimostrare un fatto ovvio: non sono numerose le volte che ci si reca in ospedale a partorire, e qui scatta il lato faceto di questo articolo.

valigia per l'ospedale

credits: Photoshot

Molte di voi staranno frequentando un corso pre-parto e prenderete certamente appunti su tutto, fate bene, è un’operazione che rilassa un poco e vi fa sentire prontissime su tutto quanto, ma tra tutti c’è un aspetto che mi ha messo pesantemente in crisi in quei giorni che mi separavano dal lieto evento: cosa accadrà mai in ospedale dopo il parto? Quel limbo tra le contrazioni ed il primo varcar della soglia domestica dell’erede.

Tutti ti dicono di tenerti pronta con la valigia, ma che ci metterai mai in questa valigia?
Di seguito una lista accurata di ciò che ho infilato io nella mia quel dì e posso dirvi che mai nella vita mi sono sentita più accessoriata e forse devo ringraziare gli ormoni impazziti dei quei giorni!

L’unica volta nella quale ho registrato un “epic win” da manuale, per cui siete libere di seguire questi “tips and ticks” come più vi pare, ve li regalo con gusto.

La dimensione

In ospedale gli armadietti sono piccini, per cui è ovvio che la dimensione della valigia deve rispettare le stesse misure delle cappelliere degli aerei. Usate quella che usereste come bagaglio a mano per un viaggio.

La divisione dei giorni

Io sono una donna mediamente disordinata, ma se c’è una cosa che mi fisso di fare ogni volta che parto è preparare degli outfit ideali giorno per giorno e dividerli in buste di plastica, quelle per sistemare i maglioni nel cambio di stagione per intenderci. Ho fatto lo stesso per la valigia dell’ospedale, ho opportunamente diviso i miei cambi ed i cambi del piccolo in pratiche buste sigillate. Oltre tutto è una strategia salva spazio ed igienica per sistemare la biancheria sporca, vi basterà contare i giorni che idealmente rimarrete ricoverate aggiungendone un paio –che non si sa mai- considerando che alcuni capi potrete rimetterli (vedi punto successivo)

L’abbigliamento da ospedale

Io non sono fan dei pigiami, in commercio poi ce ne sono di così assurdi da lasciarmi spesso sospesa sulla serietà dei sedicenti designer che li hanno pensati. In più costano un bel po’ e quelli più economici sono sempre bianchi a fiorellini. Non puoi andare in ospedale con della roba bianca a fiorellini, concentriamoci sul fatto che, come scritto sopra, potenzialmente partorirai una volta sola nella vita ( o due ), ti faranno un sacco di fotografie che poi verranno condivise sui social network da amici e parenti, sarai così stanca da non sapere nemmeno come ti chiami e dunque? Nei pacchetti metti solo cose che possano farti stare bene, in tutti i sensi, così potrai pescare ad occhi chiusi senza pensarci e dunque via libera ad uno stile “semi fitness” comodo e morbido, abitini in cotone, maxi t-shirt, felpe con zip, cardigan, sciarpone, leggings o panta jazz. Magari ti verrà voglia o dovrai di cambiarti più volte, per questo prevedi un paio di cambi al giorno, prediligi colori neutri come il grigio, il nero per le parti sotto e scegli quello che vuoi per la parte sopra che deve essere assolutamente comoda per l’allattamento. Io avevo infilato una serie infinita di canotte blu con scollo profondo, utilissime e pratiche, ma commercio ce ne sono di intelligentissime studiate apposta per l’allattamento. Cercatele e investite su quelle perché le utilizzerete anche successivamente.

Quindi tenete come punti fissi un paio di felpe o cardigan e cambiate il resto. Più comodo e pratico del pigiamone no?Non fidatevi degli slip post parto, portatevi anche la vostra biancheria e fatevi consigliare dal vostro farmacista i migliori prodotti di supporto per questa fase delicatissima e molto privata.

Evitiamo le ciabattone, meglio le ballerine piatte e ripiegabili, quelle che vendono come sostitute ai tacchi da infilare in borsa. Costano come un paio di ciabatte, ma sono decisamente più pratiche. Se volte mettere anche un paio di sneakers, magari vi verrà voglia di uscire dal reparto. Le infradito sono d’ordinanza per la doccia

Idee beauty

La mia compagna di stanza, quando vide che avevo portato con me un piccolo beauty case, non voleva crederci e poi alla fine mi chiese il correttore. Non voglio con questo dire che andavo in giro per corridoi con il rossetto rosso fuoco, ma un po’ di colore sulle guance, le occhiaie coperte ed un briciolo di burro cacao e gloss non mi hanno di certo fatto male. Mi ero portata anche la crema idratante e l’ho usata parecchio. Sapone neutro e deodorante senza profumoMunitevi di accappatoio in tessuto tecnico ed una scorta infinita di piccole salviette in cotone, salviette umidificate ed antisettiche oppure gel, le userete moltissimo.

Per il pupo

credits: Chiara Formenti

Presa dalla convinzione che mio figlio fosse un toro comprai solo body giganteschi. Generalmente i piccoli nascono intorno ai 50 cm dunque riempitevi di biancheria in quella misura e ricordatevi che i piccoli hanno una temperatura più alta, quindi i pigiamini pesanti li eviterei e l’abbigliamento giusto rimane sempre quello “ a cipolla”, al massimo munitevi di una copertina leggera e pratica da lavare.

Di certo non saranno dei consigli salva vita, ma in questo modo la vita nel limbo ospedaliero me la sono decisamente semplificata e spero possa tornare utile anche ad altre. Su tutto e nello specifico per le primipare vale la regola: No Panic!