Le posizioni del parto: qual è la più giusta

Se si chiede di pensare ad una donna durante il parto, la maggior parte delle persone immagina una donna in posizione sdraiata.
In Italia la posizione supina nel parto (posizione litotomica) è utilizzata nel 90% dei parti, ma siamo sicuri sia quella più adatta?

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credits: Daniel Lobo

Da centinaia di anni purtroppo la posizione sdraiata nel parto viene utilizzata solo ed esclusivamente per la comodità degli operatori.
Potremmo citare fonti storiche, esempi di regine che decisero di partorire sdraiate e coi genitali coperti, per distinguersi dalle popolane, ma la posizione si diffuse e si consolidò dopo l’invenzione del forcipe.
Interessante è invece notare come il geroglifico egiziano “partorire” raffiguri una donna accovacciata. Il travaglio è movimento, se si ha la possibilità di essere libere, raramente si sceglie di stare supine.
Si è visto, infatti, che, spontaneamente, lo fanno le donne che hanno parti precipitosi, proprio perché rallenta la discesa del bambino.
La posizione assunta dalla donna nei vari momenti del travaglio ha un ruolo fondamentale per favorire la progressione della testa del neonato.
Purtroppo, spesso il travaglio avviene in stanze in cui la maggior parte dello spazio è occupato da uno o due letti, un tacito invito, quindi alla scelta.
Se la donna viene lasciata libera di seguire il suo istinto, cercherà la posizione più confortevole e meno dolorosa che coincide sempre con quella ottimale per il suo bambino.
C’è sempre una posizione durante il parto, in cui il dolore è più sopportabile e ( casualmente!) coincide con quella in cui il bambino riesce ad adattarsi meglio al bacino della mamma.
L’ostetrica potrebbe, quindi, invitare la donna al movimento spontaneo e libero, a utilizzare il dolore come guida, predisponendo l’ambiente in modo da incoraggiare le posizioni verticali, eliminando o spostando il letto ai margini della stanza.
Vediamo ora alcune delle posizioni la cui efficacia è anche avvalorata dalle evidenze scientifiche:
1. la posizione carponi che aumenta i diametri del bacino e corregge il mal posizionamento fetale;
2. la posizione genupettorale che ha gli stessi vantaggi di quella carponi, riduce il dolore lombare ed è utile in caso di emorroidi;
3. la posizione accovacciata: le evidenze radiologiche hanno dimostrato che il bacino aumenta i suoi diametri di 2-3 cm e , rispetto alla posizione supina, il bacino è nella sua massima apertura nel 30% in più;
4. la posizione in piedi che sfrutta la forza di gravità e favorisce il posizionamento del bimbo/a nel canale da parto.