È necessario medicalizzare la gravidanza?

Il fatto è che se va tutto bene non c’è bisogno di medicalizzare la gravidanza.
Il fatto è che finchè il bambino non nasce nessuno ti scriverà mai che sta andando tutto bene, che sarà sano, che non avrà problemi.
Il fatto è che di ansie è fatta una donna incinta, di ansie sulla salute del suo bambino e sulla propria, sul futuro, su quello che verrà e che sarà.
E per tenere a bada quelle ansie si farebbe di tutto. E di fatto, lo si fa.

medicalizzare la gravidanza

credits: mahalie

La gravidanza diventa quindi un periodo altamente medicalizzato, laddove pur non trattandosi di malattia, si tratta di uno stato particolare in cui avere di fronte un medico che mediante delle tabelle, delle statistiche e dei parametri, stabilisce una gamma di valori entro la quale ci si può augurare che “va tutto bene” è una cosa che riesce almeno vagamente a tranquillizzare la futura mamma.

Quindi dal primo giorno si comincia con una sfilza di esami che ci si rende conto di quanto siano inutili nel momento in cui il bambino nasce ed è sano. Ma ai quali nessuna futura mamma rinuncerebbe mai, perché ha bisogno di incontri, di scadenze, di un medico a cui domandare se stia andando davvero tutto bene.
Quindi le ecografie, da 3 raccomandate, diventano una al mese, “almeno lo vedo”.
Gli esami del sangue, la curva glicemica, la translucenza nucale, il bi-test, il tampone, le ecografie, oltre alle indagini più invasive quando necessarie, fanno sì che la gravidanza si trasformi in 40 settimane di maratona medica.

È necessario?
Il più delle volte no, non lo è.
Non a livello fisico, certamente lo è molto di più a livello psicologico.
Perché anche quando sta davvero andando tutto bene, una donna incinta ha comunque bisogno di risposte e rassicurazioni. E quindi si va dal ginecologo ogni mese per le risposte del caso, che comunque potranno essere confermate “davvero” solo in sala parto.

Quindi anche in caso di gravidanza fisiologica, le visite diventano molte di più di quelle previste.

Cos’è la gravidanza fisiologica? Quella che non rientra nei 18 parametri che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito come elementi di problematicità, e che pertanto prevede solo 4 visite effettuate da un’ostetrica che, soltanto in caso di necessità, potrebbe rimandare ad ulteriori indagini diagnostiche.

È davvero necessaria tutta questa medicalizzazione di un aspetto che dovrebbe essere fisiologico e naturale?
Forse no, ma per un po’ di tranquillità in più, ognuna sceglie ciò che è meglio per sé. E questa cosa non è discutibile.