Penelope Cruz e la fortuna di essere mamma

Eravamo abituati a vederla sui red carpet, con il suo nome associato a quello di qualche fidanzato famoso. Eravamo abituati agli abiti da sera, il trucco a posto, la sua bellezza così prepotente e nello stesso tempo così naturale.

credits: Ana KelstonPenelope Cruz, che ha sposato Javier Bardem nel 2010, ora fa soprattutto altro.
Leonardo, di 2 anni, e la piccola Luna, nata lo scorso luglio, hanno trasformato la star spagnola innanzitutto in una mamma.
Profilo understatement, distante dalle luci della ribalta, nessun gossip sul suo matrimonio, nato sul set ma cresciuto lontano, un rapporto che sembra mantenersi genuino, sano e durevole tanto più si tiene lontano dallo showbiz che l’ha generato; anche per quanto riguarda i figli Penelope si tiene lontana dai riflettori dimostrando, a differenza di molte altre colleghe famose, che i suoi bambini non sono l’accessorio in più da abbinare all’ultimo abito da sera.

Li protegge dal mondo. Come ogni mamma.
E come ogni mamma se ne prende cura, li coccola, li vizia.
«La sera, tutti e due vengono nel lettone con me. Per ora mi piace così».

Esattamente come ogni mamma che non sa rinunciare al profumo di sonno e di sogni dei propri bambini, al loro respiro nell’incavo del collo, anche Penelope li vizia con il lettone. «Allatto ancora la piccola Luna, finché posso voglio farlo. Ho sempre voluto avere dei figli e ho avuto la fortuna di averli. Diventare mamma cambia tutto. Mi fa male pensare che ci siano donne che vogliano diventare madri e non riescano. Quando hai il tuo bambino in braccio capisci la fortuna che hai avuto e la sofferenza di chi non può provare la stessa cosa».

Un concetto di figlio che passa dal concepimento e dal pancione, un’idea di maternità che trasforma il corpo e, di pari passo, la mente. Non è l’unico modo di essere madri – le nuove famiglie insegnano che ci sono molti modi di diventarlo – ma il pensiero di Penelope Cruz va alle donne che lottano per rimanere incinta senza riuscirci.

Perché da mamma sa che l’idea di un figlio, quando se ne ha il desiderio, è qualcosa di forte, primordiale, insostituibile che sbaraglia ogni forma di altro pensiero.

Ci sono molti modi di essere famiglia, che non passano necessariamente dai figli, e molti modi di essere mamma che non passano necessariamente dalla gravidanza. Resta però vero che maturare questo genere di consapevolezze è paradossalmente più difficile, per chi desidera il pancione.

Che ne pensate?