Scegliere il ginecologo: uomo o donna?

Quando dissi a mia madre di voler andare da un ginecologo avevo 18 anni e non mi sono posta alcun problema riguardo sesso del medico: uomo o donna per me era lo stesso. La mia prima visita andò bene e non mi causò alcun trauma nonostante il medico scelto da mia madre avesse più anni di mio nonno e per chiedermi se fossi già sessualmente attiva mi disse «signorina, ha già conosciuto l’amore in senso biblico?». Dopo qualche anno di assenza dal suo studio, circa 5, mi prese la paura che nel frattempo fosse morto e mi rivolsi ad un altro medico, sempre uomo. Trovai Paolo, ginecologo sportivo nel fisico e nell’animo che ad ogni visita mi esortava a non lasciarmi andare con i dolci e a fare più sport. Io ogni volta gli promettevo che mi sarei impegnata e ogni volta non tenevo fede alle promesse. Paolo mi ha curato via telefono una candida fulminante contratta durante il mio soggiorno negli USA e mi ha tranquillizzato prendendomi un po’ in giro quando gli dissi che mi era venuta la paranoia di non poter avere figli. A Paolo telefonai da Parma quando scoprii di essere incinta: dopo avermi fissato il primo controllo mi disse «guarda che non è vero che da oggi devi mangiare per due». Vivere a Parma e avere il ginecologo a Piacenza non era comodissimo, così mi trovai un medico anche in terra di prosciutto e questa volta scelsi una donna. Mi ero fatta l’idea che una donna avrebbe capito meglio la psiche e i problemi di una futura mamma, ma soprattuto di una donna alle prese con una profonda e sconvolgente trasformazione del proprio corpo. In parte ho avuto ragione, in parte no. Maria, la ginecologa che mi ha seguito durante la gravidanza, è una donna dolce e molto calma, troppo. Io le dicevo non dormo da giorni, al massimo un’ora in 24 ore, e lei mi suggeriva di fare una passeggiata e respirare profondamente. Io le dicevo che non funziona e lei mi chiedeva se io e lui avevamo un buon dialogo.
Che dialogo possiamo mai avere se io ho i livelli di isterismo ai massimi storici? Insomma, va bene la dolcezza, va bene la calma, va bene l’affidarti alla natura, ma mi mancava Paolo con la sua praticità maschile e la sua razionalità tranquillizzante. Paolo che quando mi ha rivisto al nono mese mi ha detto «sei diventata una balena, una bellissima balena». È da Paolo che sono tornata dopo il parto perché io, in definitiva, sto meglio con gli uomini che con le donne e il ginecologo lo voglio uomo.

Dopo questa esperienza con entrambi i sessi ho capito che:

1. il ginecologo è come lo spazzolino da denti, tuo e basta;
2. il ginecologo lo devi scegliere tu, non tua madre e non il tuo compagno;
3. il ginecologo ti deve stare simpatico, altrimenti è un casino. Prima di sceglierlo, incontrane due o tre, chiedi loro un colloquio conoscitivo e valuta a posteriori;
4. ascolta i pareri delle amiche ma non prenderli come universali;
5. ricorda che tutti i medici sono eccezionali quando tutto va bene, ma non appena qualcosa va storto ecco che diventano tutti incapaci;
6. il sistema sanitario nazionale offre ottimi medici, ricordiamoci di provare anche quelli;
7. uomo o donna che sia, scegli una persona di cui ti fidi.

Il tuo ginecologo è uomo o donna?