Un test positivo tra le mani

Ci siamo, le due lineette sono apparse. Hai tra le mani un test di gravidanza positivo. Probabilmente sei lì, accanto al water, con tachicardia, emozione, anche un po’ di paura su.

Non hai fatto in tempo ad appoggiarlo sul bidet iniziando il solito conto alla rovescia che la seconda lineetta è già apparsa. Caspita, come appare in fretta.

Ok. Sei incinta. È ufficiale (ok ok, dovrai andare a fare il controllo per saperlo davvero, ma diciamocelo, se è negativo potrebbe essere positivo. Ma se è positivo… è positivo). Non ti resta che:

 Dirlo a lui. A meno che non fosse in bagno con te o fuori dalla porta a origliare e il tuo inconfondibile urletto di sorpresa gli ha già dato la risposta, è il momento di dirglielo. No alle telefonate. Ma quando ti ricapita di poter dare una notizia del genere? Organizza qualcosa di carino. Cenetta a lume di candela, corsa a perdifiato quando entra in casa. Vedi tu, sai bene cosa gli piace e come sorprenderlo. Anche un pacchettino incartato con fiocco ci sta. Dentro il test. Non servono le parole. Goditi il momento, perché è la notizia più bella del mondo e al momento lo sai solo tu.

Dirlo a chi vuoi. Futuri nonni, migliori amiche. Come sopra. Hai tra le mani una notizia “bomba”. Divertiti a darla.

Non dirlo a tutti. Un po’ perché, sicuramente andrà bene, ma il non si sa mai è sempre dietro l’angolo. Dillo solo a chi pensi che lo racconteresti in ogni caso, nel bene e nel male. Il lontano zio probabilmente non rientra nella categoria. E neanche l’edicolante. Lo so, lo so che vorresti dirlo a tutti. Ma tieniti.

 Non dirlo al tuo capo. Hai la scusa che fino al terzo mese è meglio non dirlo. Bene, non dirlo. Perché anche il capo più comprensivo del mondo, anche una mamma, nel momento in cui glielo dirai riuscirà solo a pensare che per un po’ non andrai al lavoro. E per lui sarà un problema. Rimanda il problema.

 Prenota la prima visita. È una telefonata che probabilmente vuoi fare da un po’. Al telefono ti chiederanno l’ultima data delle mestruazioni e in base a quello fisseranno la prima ecografia. Di solito all’ottava settimana. Sì, manca ancora un po’. Non la chiamano mica “l’attesa” per niente. Si comincia da qui.

Inizia a giocare al gioco dei nomi. Ah, quanto è bello il gioco dei nomi. Non sai ancora chi c’è nella pancia, ma è già ora di immaginare il tuo lui o la tua lei. Libri e siti aiutano, i mariti non sempre. Tu cerchi un nome carino, loro propongono i nomi dei nonni o quelli proprio brutti, che non si capisce come gli possano piacere. Sì, fai giocare anche lui. Ma non dirglielo, alla fine il nome lo sceglierai tu.

Smetti di mangiare carne cruda (per lo meno finché non avrai fatto i primi esami del sangue per scoprire se hai fatto o no la toxoplasmosi) e formaggi con la muffa. Bere alcol, limitare i caffè. Smetti di fumare. Insomma, inizia a prenderti cura di te. E di lui/lei.

 Smetti di andare dal parrucchiere per farti una tinta, evita lo smalto semipermanente o i massaggi con olii strani. Ci sono mille trattamenti che puoi fare anche in gravidanza, chiedi. E falli, che prendersi cura di sé in questa fase vale ancora di più.

Non iniziare a mangiare per due. O meglio, probabilmente sentirai più fame quindi, quando hai fame, mangia. Serenamente. Ma non abbuffarti per gola. I primi tre mesi è consigliabile non aumentare neanche di un etto. Continua ad alimentarti secondo il tuo ritmo e la tua fame. E vedrai che non ingrassare troppo sarà più facile del previsto. Ah, dimenticavo, scofanarsi due brioche e cinque barrette di cioccolato perché in quel momento avevi fame non è esattamente quello che intendo ;)

Asseconda la tua voglia di letteratura panzesca. Se ti piace leggere, se ti piace scoprire tutto quello che sta succedendo al tuo corpo, e al suo, sono tanti i volumi (o i siti e le app) che accompagnano la gestazione. Ma per favore, ti scongiuro, salta quei terribili capitoli che raccontano quello che potrebbe succedere di negativo. Salta le malattie, gli incidenti, le preoccupazioni. Non ti serve sapere cosa potrebbe succedere. ti serve pensare che andrà tutto bene.

Quindi… goditela. Perché ti sembreranno lunghi, lunghissimi, ma questi nove mesi passeranno davvero in fretta.

E, se ti va, raccontaci cosa hai fatto quando hai visto la seconda lineetta!