Vivere la gravidanza in due

Va bene, adesso che sappiamo di aspettare un bambino, cosa facciamo?
Comunque sia andato il concepimento, cioè che sia stato voluto o casuale, la gravidanza che la segue, oltre ad essere il periodo in cui una donna diventa protagonista indiscussa, è qualcosa che coinvolge anche un uomo. Non sempre e non per forza. Diciamo preferibilmente, ecco. E quando ciò avviene è un’occasione meravigliosa per scoprire i suoi lati teneri che magari ancora non si erano rivelati, oppure per ammirare l’istinto di protezione che in lui prevale improvvisamente.

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Godeteveli! E tranquille: non sentitevi defraudate perché a voi toccheranno tutte le trasformazioni fisiche, prima di qualunque cosa. Chissà in quanti ve lo avranno già detto o magari avete già avuto modo di constatare direttamente che a volte queste mutazioni non sono proprio gradevoli mentre altre volte si rivelano, invece, davvero spettacolari. Per quanto lui si possa sentire partecipe, queste ultime sono ad esclusivo appannaggio vostro.  Allora, seppure  in tempi “normali” vi risulterebbe assai difficile, adesso imparate a chiedere aiuto a lui. Chiedetegli
solidarietà e scoprirete che lui si sente in empatia con voi molto più di quanto non avreste mai sospettato. Non sono rari i casi, infatti, di neo-gravidi con le nausee mattutine, di omaccioni prossimi papà con crisi ormonali, o con improvvise emorroidi e contrazioni addominali. Non prendetevi gioco di loro, siate empatiche tanto quanto vorreste ricevere attenzioni da lui. Queste sono tutte manifestazioni di totale immedesimazione nella gravidanza e di empatia con voi e, con un po’ di senso dell’umorismo, vi faranno sentire meno sole. Allora coinvolgete il vostro partner nei preparativi; lasciate che anche lui si occupi un po’ del corredino, per esempio, anche se questo corrispondesse all’apparizione dei vestitini che vostra suocera ha conservato dai tempi in cui lui era un bebè. Oppure chiedetegli di occuparsi della cameretta che ospiterà il neonato e lasciatelo fare: vi sorprenderà. 

Noi donne siamo abbastanza brave a pretendere di poterci aspettare che i nostri compagni facciano le cose esattamente come piacciono a noi, e ad arrabbiarci di brutto se le fanno a modo loro (anche quando non abbiamo per niente espresso le nostre preferenze). Diventare madri potrebbe essere la prima vera occasione per smetterla con questi giochetti psicologici e imparare a dire chiaramente cosa vogliamo.  Ci saranno nove mesi per diventare, insieme, genitori. Un giorno alla volta. Individualmente, ognuno con i propri ritmi e i propri accadimenti personali; possibilmente insieme ai controlli medici,  ad occuparsi di come e dove partorire, ad aspettare e immaginare vostro figlio. Siete incinti in due, alé!