Contro-halloween: diario di una mamma che non ce la fa

Lei, piccolina, biondina, bassetta, si ferma a guardare da vicino quella zucca con la faccia. Ne studia il ghigno, l’intaglio, la candela al suo interno, poi si gira mi guarda e dice «L’ha fatta la mamma di Alberto. Mamma, noi non possiamo farla, tu ti fai male».

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Ecce mamma.
Ecco la percezione del limite che sapevi di avere ma che credevi di aver dissimulato con disinvoltura. Ti sbagliavi.

Quindi che fai? Rischi il pronto soccorso urgente perché ti tagli affettando un semplice panino – figurarsi una zucca – o ammetti i tuoi limiti e cerchi di proporre un Halloween alternativo?

Ho cercato proposte viaggio con la settimana bianca. A ottobre. La settimana bianca. Non esiste. A meno di andare allo chalet di Big Bear con Ridge e Brooke, che lì c’è sempre neve, c’è sempre la sauna, c’è sempre il caminetto con fuoco finto dentro, ma dubito che ai bambini interessi qualcosa.
Mi capita di cercarne anche sotto carnevale, di cui detesto l’allegria fittizia, il travestismo, la caciara, tutto quello di cui i bambini vanno matti. E quindi?
E quindi niente. Nessuna settimana bianca all’orizzonte, ma non sai scendere a patti con il fatto che tu, proprio tu, non sei una mamma che si traveste da strega e li porta a bussare dai vicini urlando “dolcetto o scherzetto?”.
Non ce la fai.