Se questo è Halloween

«Mamma, guarrrdami… che pauuuurrrra» (‘chè, da quando ha imparato a pronunciare la R, la amplifica in tutte le parole che incontra).
«Grrrrrrrrrr! Arrrrghhhhhhh!».

Lei non sa minimamente cosa sia la festa di Halloween, non so nemmeno se all’asilo gliel’hanno raccontato. Lei oggi parlava di Halloween – nel frattempo io prendevo appunti – e diceva «Halloween è morto come una zucca. Prima era morto, adesso è vivo» …però pensandoci, non fa una piega.

i mostri a halloween

Finora non gliene ho parlato nemmeno io, anche perchè per me non è una ricorrenza in calendario: arriva, me ne accorgo dalle vetrine addobbate, con la stessa velocità se ne va. Ma da quando c’è l’asilo, beh, si ricorda allegramente anche Halloween; ai miei tempi si parlava di andare a trovare le persone al cimitero, delle tradizioni culinarie di questo periodo, tipo il cibo dei morti, con grano, melograno, vincotto, cioccolato.

Da quando ho scoperto Halloween, ho imparato a mangiare la zucca. Ho scoperto Halloween guardando il favoloso film animato di Tim Burton, Nightmare Before Christmas. Per questo l’anno scorso ho pensato che, se proprio eravamo costrette a festeggiare ‘sti mostri, potevamo almeno miseramente omaggiare il sig. Burton, realizzando la maschera del suo Jack. E in più, potevamo guardarcelo insieme, il film. Così abbiamo fatto, complice anche la febbre della nana.

i mostri di halloween

 

Questo è Halloween, questo è Halloween, Halloween, Halloween…ehi! Non penserete di bussare alla porta di casa, chiedendomi dolcetto o scherzetto! Non sono pronta, né equipaggiata.

Ritornando a noi, vestirsi per esorcizzare una paura: me l’ha confidato anche la ragazza di casa, di tre anni e mezzo «mamma, ho paura anche se mi metto il vestito». Fingere di essere più forti, più cattivi, fingere di saper fare paura, di assomigliare a quei mostri che ci terrorizzano, per conoscerli da vicino…indossare una maschera che, una volta tolta, ci fa tornare «normali».

Non sarò lì ad impedirle di travestirsi, ma voglio che sia preparata sull’argomento. Comincerò col raccontarle la vera storia, le origini, cercando di schiaffarci un «e vissero felici e contenti» che non fa mai male, anzi, nonostante i morti, le streghe, i vampiri e i lupi vari, sentirsi pronunciare queste paroline fa risollevare l’animo, non solo dei bambini.