Imparare a studiare: come aiutare i bambini?

13 marzo 2013- di

Dal terzo anno della scuola primaria i bambini si trovano a dover imparare a studiare, consolidando fino in quinta un loro metodo di studio, per poter affrontare la scuola media, dove il numero delle materie e il carico di lavoro quotidiano saranno maggiori.

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In realtà i bambini, da quando nascono, imparano: domandano, ascoltano, osservano e mostrano una memoria quasi prodigiosa. Perciò l’apprendimento in sé non è una novità per loro. Quello che è diverso, nello studio, è che ora devono imparare qualcosa che non scelgono, che non nasce dalla loro curiosità o esperienza diretta.

L’apprendimento spontaneo è istintivo, mentre studiare richiede un metodo.

Ecco perché l’aspetto più delicato è suscitare il loro interesse: se non provano curiosità, è difficile che accettino di fare fatica per imparare qualcosa.

Noi genitori, insieme ai nostri figli, ci troviamo così a dover riaffrontare il tema dello studio, magari riaprendo alcune questioni personali del nostro rapporto con la scuola che credevamo chiuse per sempre, facendo i conti con una vita familiare già frenetica e il legittimo desiderio di passare il tempo insieme facendo altro. Questo, aggiunto alla possibile frustrazione per qualche incertezza o svogliatezza da parte dei bambini, spesso mette a dura prova la nostra pazienza.
Però è assolutamente controproducente che lo studio diventi una fonte di stress per tutta la famiglia. Quindi facciamo un respiro profondo e proviamo a mettere insieme quanto stiamo imparando osservando i nostri figli, per elaborare una strategia tutta in divenire.