Una gravidanza grazie alla PMA: una storia vera

22 marzo 2013- di

Cosa succede quando – dopo anni e anni di ricerca – una donna diversamente fertile finalmente scopre che ce l’ha fatta, è incinta? Cosa fa, come reagisce di fronte a quello che le appare (e a tutti gli effetti è) un miracolo? Te lo dico io, non ci crede.
La prima reazione è proprio questa: l’incredulità. E anche la seconda e poi pure la terza e, perché no? anche la quarta. Io ora sono al quinto mese, ma certe sensazioni ancora vengono a trovarmi e mi sorprendo, in certi momenti, fino a farmi esclamare: «Ma davvero sono incinta? Io?».

credits: Francesca Righi

Prova a immaginare, dopo anni in cui la tua normalità è stata soffrire e desiderare quello che non riuscivi o non potevi avere – e questo ogni singolo mese – di essere un giorno catapultata dall’altra parte della barricata. Ieri eri in prima linea, armata fino ai denti di cartelle cliniche, visite mediche, ormoni follicolo stimolanti, stick ovulatori e quant’altro potesse essere utile alla Santa Causa e oggi, invece, ti ritrovi oltre quella linea. Sei esattamente lì, in quel posto che hai sempre guardato con occhio concupiscente, come qualcosa di impossibile da raggiungere, fuori dalla tua portata. Un luogo che non era fatto per te, che sembrava non volerti, non appartenerti. Un posto da desiderare e basta, così lontano e inarrivabile  da crederlo inesistente, fatto della stessa sostanza dei sogni. Tu eri quella tagliata fuori dal ciclo ancestrale della natura, questa era la tua unica e sola verità.  Riesci a immaginare la valanga incontrollabile di emozioni contrastanti che segue alla scoperta di quelle due lineette, su quel test di gravidanza? No, perché non ci riuscivo neanche io. Provo a farti una sintesi: stupore, meraviglia, incredulità, come davanti a una magia («No, non può essere successo davvero a me! ‘sto test è truccato!»). Gioia pura e infantile («Ommioddio sono incinta! Io?») . Paura. Tanta paura. Paura di perdere tutto, di crederci troppo e poi scoprire che era tutto un sogno. Paura di pagarne lo scotto, di non meritarla tanta felicità. Paura di aver inventato tutto («Queste cose accadono sempre alle altre, io sono diversamente fertile, meglio andarci caute»). Il sentimento della paura è uno dei più difficili da sradicare, perché per troppi anni ti sei identificata nella “mamma di cuore”, ovvero quella che andava in giro col suo Bambino Invisibile, custodito e coccolato come il più dolce dei sogni.