IVM: maturazione in vitro senza farmaci

14 marzo 2013- di

Qualche tempo fa è apparsa la notizia che Tina Milkovic è stata la prima donna britannica ad usare con successo una tecnica di fertilità per cui non sono necessari i farmaci: la maturazione in vitro (ivm).
Per questo ha deciso di rendere pubblica la sua storia e invogliare tutte quelle donne che hanno abbandonato il sogno di un figlio, a seguire il suo esempio.
In realtà non è proprio così.

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credits: SLU Madrid Campus

La maturazione in vitro degli ovociti non è una metodica nuova; in Italia e Canada sono nati molti bambini con questa tecnica.  Il problema però è che nessuno è riuscito a dimostrare veramente come si sviluppa  la tecnica di maturazione in vitro. Mi spiego meglio: molto spesso gli ovociti che portano alla gravidanza non sono quelli raccolti immaturi e poi maturati in vitro ma quelli che sono già maturati nel follicolo e raccolti già maturi. Come può avvenire? La raccolta viene fatta non in seconda terza giornata del ciclo quando tutti i follicoli sono piccoli e gli ovociti immaturi, ma in ottava nona giornata quando il follicolo principale è già parzialmente cresciuto e l’ovocita ha già iniziato la sua maturazione. Così  si raccolgono sia maturi che immaturi. Nessuno quindi ha potuto dimostrare che le gravidanze ottenute non siano da ovociti già maturi piuttosto che maturati in vitro. Per farla breve una specie di Fivet su ciclo naturale.
Quindi un trattamento che ha una bassa resa: sono necessari molti cicli per ottenere i risultati ottenibili da un unico ciclo con stimolazione ormonale.