La contesa delle mamme

15 febbraio 2013- di

“…ho due bambini molto piccoli e molto vicini di eta’ (2 anni e 3 anni) che si contendono il mio braccio, il mio ascolto, la mia attenzione (il piu’ piccolo mi gira il viso con le manine affinché guardi solo lui) quando torno da una giornata di lavoro (lavoro tutto il giorno e loro stanno con la tata). Io cerco di dare retta a entrambi ma mi sembra che invece di sentirsi ascoltati ciascuno si senta trascurato. Come posso fare?”

mamme

credits: paPisc

La “contesa delle mamme” è un tema che coinvolge molte donne impegnate su più fronti, famiglia, lavoro, per qualcuna anche impegno sociale…
Innanzitutto bisogna affrontare il senso di colpa, punto di fragilità della genitorialità di oggi, esso può colpire facilmente le mamme che lavorano o che sono impegnate in attività al di fuori della famiglia.
Qualunque sia la motivazione che la porta fuori casa (soddisfazione personale, necessità economica…) si crea facilmente dentro la donna un conflitto che fa leva sull’insicurezza che coinvolge già spontaneamente ogni mamma ma soprattutto quelle che aspirano ad essere la mamma ideale. E così nasce il timore che i propri figli possano sentirsi trascurati.
Liberarsi dell’ideale è dunque il primo passo, qualunque sia l’aspettativa che ciascuna donna sente riposta su se stessa, comprendere e adeguare i propri limiti alle proprie energie è un primo necessario sforzo per non rischiare l’esaurimento!
È importante considerare a questo proposito un assunto di base: i bambini più piccoli sono più desiderano sempre e senza limite la mamma, forti del loro istinto di appartenenza possono accettare la lontananza, ma saranno bramosi di mamma al suo rientro. Quando poi sono fratelli, e ancor più se vicini come età, necessiteranno di quelle attenzioni esclusive che dopo i tre anni, quando prevarrà la spinta all’autonomia, saranno meno pressanti.
È fondamentale che la mamma accetti i propri limiti affinché anche i bambini li rispettino e imparino a godere di ciò che lei può dar loro: un amore e un pensiero costante, che li accompagnerà sempre ovunque, ma uno sguardo, un braccio e un ascolto che subiscono il limite della vita reale, di una disponibilità quotidiana che non può essere infinita.

Quando torni a casa dal lavoro dedica prima di tutto qualche minuto per stare da sola, uno spazio di decompressione per passare dal ruolo di lavoratrice a quello di mamma, ciò contribuirà a farti sentire meno prevaricata dalle intense richieste familiari.
Il consiglio è poi quello di dedicare qualche ora settimanalmente a ciascuno figlio (ma anche al proprio partner!) individualmente, così che ciascuno possa godere di un proprio spazio esclusivo.