La fecondazione assistita in 5 passi

24 dicembre 2012- di

Si sente spesso parlare di fecondazione assistita, ma di cosa si tratta esattamente?

Esistono diverse procedure che permettono di favorire la gravidanza in una coppia con problemi di fertilità. Alcune sono molto semplici e possono essere eseguite anche nei centri di primo livello.
Ad esempio è possibile posizionare direttamente in utero il seme maschile, sincronizzando il ciclo mestruale (inseminazione endouterina) oppure si può stimolare l’ovulazione con farmaci che vengono assunti per bocca (ad esempio con il clomifene).

Se però non basta il primo livello bisogna ricorrere alla fecondazione assistita. Come funziona?

Passo 1: la stimolazione ovarica

Questa procedura serve a far produrre all’ovaio un numero elevato di ovociti maturi. Vengono usati schemi farmacologici adattati alla età della donna e alle sue condizioni cliniche, che permettono di far maturare contemporaneamente diversi ovociti nel giro di 7-10 giorni. I farmaci vengono iniettati sottocute con stretto monitoraggio ecografico e dei livelli ormonali.

Passo 2: la raccolta ovocitaria

Gli ovociti maturi vengono prelevati sotto guida ecografica con un ago sottile, per via transvaginale. Il prelievo può essere fatto in sedazione profonda o anche in anestesia locale. Il “pick up” non necessita di ricovero ospedaliero e si può andare a casa il giorno stesso. Più se ne raccolgono meglio è, ma il numero dipende in buona parte dalla risposta ovarica, cioè dalla capacità dell’ovaio di produrre ovociti di buona qualità.