La gelosia tra fratelli e la bacchetta magica

22 gennaio 2013- di

La gelosia tra fratelli avrebbe bisogno di decine di post, ciascuno dedicato a una delle tante sfaccettature proprie di questo sentimento, a volte, così incontenibile.

Credits: Silvia Sacchetti

Come scrivevo nel mio primo post, i miei due figli sono nati con 25 mesi di distanza. Questo ha fatto sì che il più grande fosse, da subito, molto geloso del nuovo arrivato e che ora, il piccolo sia in perenne (e reciproca) competizione con il più grande.
Matteo si è trovato a 25 mesi a dover condividere il nostro amore con “un intruso”.
Non gli è piaciuto. Era arrabbiato.
E ha manifestato questa rabbia come poteva. Ricordo che facevo di tutto per evitare che stessero soli nella stessa stanza senza un adulto, perché temevo sempre che Matteo ne approfittasse per qualche dispetto o “mossa sgraziata”. Aveva perso la sua esclusività e voleva continuare a essere riconosciuto e amato nella sua unicità: esigenze che comunicava come poteva.  Stava vivendo uno stress, una fase di “crisi”. Il termine “crisi” deriva al greco κρίσις, e significa separazione, demarcazione. Della propria unicità, in questo caso.
Capirà più avanti che la nascita di un fratello non è un trauma ma, come dice la psicologa che collabora con me sul blog, un “tradimento necessario” che sostiene la consapevolezza illusoria che nella vita tutto ci venga accordato secondo quanto desideriamo.
Il piccolo ha avuto da un certo punto di vista, vita più facile. Non è mai stato figlio unico e non ha perso nessuna esclusività. La competizione che vive però è sempre stata molto accesa.