La modern family di Jodie Foster divide l’Europa

18 gennaio 2013- di

Da cosa è composta una famiglia? Che parole usate per definirla?

Jodie Foster ha regalato un’emozione e tanti titoli di giornale a quanti hanno seguito la cerimonia dei Golden Globe.
Ritirando il premio alla carriera ha finalmente fatto coming out ringraziando la donna della sua vita (sono state insieme 20 anni, hanno avuto due figli, ma ora sono separate) e dedicando il riconoscimento alla sua meravigliosa modern family (i figli erano commossi di fronte a lei). Le sono bastati 5 minuti per farsi perdonare anni di riservatezza («Perché se sei famosa da quando hai 3 anni, ci tieni alla tua privacy») e per dare l’immagine di una mamma orgogliosa e di una splendida famiglia normale. Ci tengo a usare proprio questa parola che ha spesso una valenza negativa, ma questa volta vuol significare proprio quanto poi le nuove famiglie siano semplicemente famiglie. Senza in verità alcun bisogno di aggettivi qualificativi. Senza quelle differenze che invece i nostri governanti insistono a fare.

Le famiglie omogenitoriali che finora ho intervistato raccontano un mondo diverso: mamme e papà, lesbiche e gay, che nel loro quotidiano non hanno incontrato pregiudizi o discriminazioni da parte di vicini o conoscenti. Secondo te edulcorano la realtà o forse c’è davvero uno scollamento fra ideologia politica e il nostro vissuto?

famiglie omogenitoriali

Mettici la faccia e il cuore

A Padova da inizio anno  c’è una definizione allargata di famiglia: a una coppia di lesbiche sono stati infatti assegnati i braccialetti destinati ai genitori del nascituro con una modifica, anziché mamma e papà, mamma e partner, grazie all’intervento di un direttore sanitario illuminato. E se fosse andata diversamente? È giusto lasciare alla discrezionalità o al buon cuore del prossimo la nostra felicità e quella di un’intera famiglia?

E quando la politica non ci aiuta, la Chiesa ci mette il carico sopra, influenzando non poco le correnti da destra a sinistra: durante la Giornata Mondiale della Pace, poche settimane fa, invece di indirizzare la sua preoccupazione per l’ennesima strage in una scuola americana – per fare un solo esempio di brutti fatti di cronaca – il Papa ha pensato bene di concentrarsi sulle unioni gay, definendole: «una vera minaccia per la pace e la giustizia».

Dichiarazioni che istigano all’odio e alla discriminazione, che fomentano le persone, tant’è che pochi giorni fa a Parigi c’è stata una rissosa manifestazione contro la legge sui matrimoni gay di cui Hollande si sta facendo promotore.

Fermare l’odio con l’amore

Tanto ha stupito l’ennesima esternazione del Papa contro i matrimoni gay che la società civile ancora una volta ha reagito e ha dato vita su Facebook ad una risposta davvero incisiva: CondividiLove, per fermare l’odio con l’amore. Così centinaia di utenti (non solo omosessuali) hanno pubblicato un cuoricino vicino alle loro foto sorridenti con la scritta «Noi siamo un pericolo per la pace» (siete ancora in tempo per farlo anche voi).

Per questo voglio continuare a raccontarvi queste nuove famiglie perché sono convinta che solo conoscendole si può capire e magari fare una piccola rivoluzione culturale che non si basa su concetti astratti ma che passa attraverso il vissuto, l’esperienza, il quotidiano di uomini e donne che vogliono vivere in armonia.