La scatola sensoriale

20 febbraio 2013- di
scatola sensoriale

credits: Breibeest

La costruiamo noi. Prendete una scatola di cartone e ponetevi dentro tanti vasettini (tipo quelli della marmellata che si
trovano sui tavoli della colazione in certi hotel o quelli vuoti
degli omogeneizzati). In uno mettete succo di limone, in un
altro olio, poi rosmarino tritato, timo, pepe, cacao, zucchero… Via via che si affina il gusto, potrete aggiungere alimenti e condimenti più particolari e meno usati. Riportate su
ciascun vasetto i seguenti cartellini di riconoscimento: dolce, salato, amaro, aspro. Poi bendate il bambino e chiedetegli di prendere con la punta di un dito un poco dei vari ingredienti, di annusarli, di assaggiarli e quindi di esprimere la sensazione che gli provocano – dolce, salato, ruvido, aspro, piacevole, disgustoso – e poi di indovinare di cosa si tratta e a quale vasetto corrisponde.
In questo modo, attraverso il gioco, il piccolo assaggia anche quello che mai accetterebbe di mettere in bocca, provando gusti nuovi e abituandosi alla varietà; non solo, nel contempo solleciterete la sua capacità di parlare e di riflettere sulle sue personali sensazioni.
La scatola sensoriale potrà essere riproposta all’infinito, con l’aggiunta di volta in volta di almeno un paio di sapori nuovi. Attenzione però che i bambini non abbiano meno di 6 anni – prima di questa età i bimbi non sono in grado di gestire la scatola dei sapori e profumi –, e non soffrano di allergie…
Ma un genitore conosce suo figlio e sa cosa può usare e cosa no, vero?

Tratto da Facciamo la pappa, di Francesca Valla, Mondadori