Lavorare da casa: alcuni consigli

11 novembre 2012- di

Lavorare da casa è il sogno di molte persone: non fare chilometri per arrivare in ufficio, poter restare in un ambiente familiare, e avere anche la possibilità di andare a prendere i figli a scuola senza lottare con la timbratrice e i minuti contati. In Italia il telelavoro è ancora molto raro nelle grandi aziende, ma fortunatamente, pian piano, si sta facendo strada l’idea che lavorare da casa almeno uno o due giorni la settimana possa aumentare la produttività e il benessere delle persone (oltre al benessere dell’ambiente, se si pensa a quanta CO2 immettiamo nell’atmosfera ogni volta che andiamo in ufficio in automobile).

Non è però così immediato come si immagina: soprattutto se si è sempre lavorato in ufficio, ritrovarsi (come ho scelto di fare io due mesi fa) a lavorare seduta al tavolo in soggiorno può non essere semplice.

Ecco alcuni punti fermi che ho elaborato in questo periodo:

Evadi dal pigiama

Ok, lavori da casa ma lavori, non sei malata o in vacanza! Quindi, anche se ti sembrerà di sentirtelo appiccicato addosso, anche se ti chiederai chi o cosa te lo facciano fare, anche se lo sentirai infinitamente più comodo dei jeans…il pigiama non è una divisa da lavoro. Liberatene appena puoi, anche se non devi uscire nemmeno per accompagnare un figlio all’asilo: buttati sotto la doccia e vestiti. Se no ti rimarrà addosso una sensazione di inconcludenza che ben presto rischierà di farti risucchiare dal divano.

Crea un ufficio

Non è necessario avere una stanza dedicata: basta avere il tuo solito posto, il pezzo di tavoo dove tieni pc e quaderni, e magari telefono e libri. Sarebbe bello che potesse rimanere così 24 ore su 24, ma se per necessità di spazio la sera devi togliere tutto per preparare la cena, ricordati di “riapparecchiare” la scrivania tutti i giorni. Cambiare sempre postazione potrebbe creare confusione mentale.

Istituisci dei riti

Così come appena entrati in ufficio come prima cosa quasi tutti gli Italiani vanno alla macchinetta del caffè e scambiano due chiacchiere, così cerca di creare i tuoi riti: il tè fumante prima di accendere il computer, o la telefonata alla mamma per sapere come sta (e perché non ti chiami due ore dopo, nel pieno del tuo lavoro), o anche il radio o il telegiornale del mattino. Fa’ che questo sia una sorta di campanella d’ingresso a scuola.

Sì, sei multitasking. Ma non troppo

Se lavori da casa, come dicevamo prima, lavori. Poi, certo, non andando in ufficio puoi pulire casa, cucinare, chiamare le amiche. Ma non puoi fare tutto insieme. Decidi degli orari, e rispettali. Perché se no rischi di ritrovarti con il mestolo in una mano, l’aspirapolvere nell’altra, e il telefono fra spalla e mento. E un attacco di cervicale il giorno dopo.

Sì, sei social. Ma non troppo

Non hai blocchi aziendali, quindi sul pc puoi tenere aperti contemporaneamente Skype, Facebook, Twitter, Pinterest, e ora pure Instagram. E ti serviranno, perché ti eviteranno mille telefonate noiose e ti diranno immediatamente tutto ciò che vorrai sapere. Oltre a darti centinaia di spunti creativi. Ma, anche in questo caso, il multitasking ha dei limiti. Quindi permettiti ogni tanto alcune ore di social-silenzio: aiuta a riflettere, a concentrarsi, e ad ascoltarsi.

Lavori da casa. Ma non 24 ore su 24

Certo, non devi timbrare il cartellino. Non hai un capo che ti richiama quando entri in ritardo, e nemmeno riunioni che durano fino alle otto di sera. Sei più libera, insomma. Ma questo non vuol dire che tu sia libera di lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte: a me capita di ritrovarmi alle 2 del mattino a scrivere al pc, per poi spegnerlo e chiedermi “ma era questa la flessibilità che cercavo???”. Quindi imponiti degli orari, e rispettali (e falli rispettare anche ai tuoi eventuali clienti!). E fai anche delle pause, proprio come le faresti in ufficio.

Vedi gente!

È meraviglioso non dover più andare in mensa e poter fare pranzo nella propria cucina, scegliendo ogni giorno cosa mangiare, e poter anche seguire una dieta. Ma vedere persone – come succede nelle pause con i colleghi – spesso aiuta: siamo animali sociali, è bello scambiare qualche parola ogni tanto, fare una risata insieme, chiedere opinioni alle persone. Quindi ogni tanto organizza un pranzo con un’amica, o magari vai a trovare i tuoi genitori, o quella compagna di liceo che non vedi da tempo, o persino la suocera (beh, no, la suocera no, non esageriamo): l’importante è riuscire a fare due chiacchiere con qualcuno oltre ai tuoi gatti!

Questo è quello che ho imparato in due mesi di ufficio in casa, e che forse dovrei rileggere tutti i giorni, perché ancora non mi sono entrati bene in testa…C’è qualcuno che vuole aggiungere qualcosa?