Congedo parentale: guida pratica per papà

Grandi novità per il congedo parentale per papà! Finalmente anche in Italia ci si da una smossa e dal 1 gennaio dell’anno prossimo diventa attiva la legge che garantisce anche ai papà italiani (come succede nel resto d’Europa) giorni di ferie retribuiti ed obbligatori alla nascita del figlio.

Insomma io me la sono persa per un pugno di mesi uff… Ma purtroppo non sarò l’unico a sbuffare perché la smossa italiana è proprio una smossina, per capirsi:

- al momento vale dal 2013 al 2015 in via sperimentale;
- un giorno da prendere entro i 5 mesi dalla nascita del bimbo retribuito al 100%;
- due giorni facoltativi sempre entro i primi 5 mesi ma in sostituzione a quelli della madre e retribuiti al 100%.

L’obiettivo del Governo è stato quello di dare un segnale forte ai papà per dire: hey ragazzi, la nascita di un figlio è il momento più bello della vostra vita e come padri siete parte di una famiglia che ha bisogno del vostro aiuto. Teoria con cui personalmente concordo… tipo se le pubblicità che parlano di prodotti per bimbi etc. non si rivolgessero solo alle mamme ma anche ai papà, ecco che un campanello potrebbe scattare nella mente di questi. Voi che ne pensate?

Riprendendo a sbuffare e spiegandone il motivo, vediamo che “bella” differenza di trattamento per congedo parentale obbligatorio per papà c’è fra l’Italia e l’Europa e soprattutto il mondo. Tutti i dettagli del caso li trovate sulla tabella riportata dal sito dell’ILO (International Labour Organization) mentre qui su questa infocosa ne ho riportato un estratto per capire l’effetto che fa essere in Italia per un papà.

 

congedo paternità paesi

Al di là del congedo parentale obbligatorio alla nascita i papà hanno diritto di astenersi dal lavoro per la propria famiglia (con riduzione della retribuzione al 30%) e cliccando qui sul sito dell’INPS trovate tutte le info del caso, con quelle che però sono le dovute (mah…) eccezioni a seconda dei contratti (ad esempio nel contratto Poste Italiane la riduzione dello stipendio è all’80% e  non al 30%, per cui è sempre bene verificare le caratteristiche del proprio contratto, dove il pubblico da maggiori garanzie del privato).