5 punti su conciliare famiglia e lavoro

Usare la parola conciliazione per parlare di mamme e lavoro fa capire immediatamente che si sta trattando di due dimensioni che faticano a convivere nella vita di una donna: si «concilia» dopo un incidente, si «conciliano» le parti di un contenzioso, e così anche la sfera privata e la sfera professionale, quando ci sono figli, devono essere in qualche modo, e spesso con difficoltà, aiutate a convivere.

Quando lavoravo dieci ore al giorno, scapicollandomi a casa correndo come una pazza per poi riuscire solo a dare la buonanotte a mia figlia, pensavo sempre a cosa Stato e aziende avrebbero potuto fare per migliorare la vita delle mamme.

credits: Antonio La Grotta

1. Telelavoro

Siamo nel 2012, siamo sempre connessi, abbiamo mille canali attraverso i quali possiamo comunicare: è possibile che ancora dobbiamo essere fisicamente presenti in ufficio tutti i giorni dalle 9 alle 18? Lavorare da casa alcuni giorni potrebbe permettere alle mamme di occuparsi personalmente dei figli senza trascurare l’ambito professionale.

2. Più scuole (e più a lungo)

Avere abbastanza posti per tutti i bambini nelle scuole pubbliche vorrebbe dire permettere alle mamme di lavorare, e di farlo più serenamente e con una minore spesa. Ma anche quando un bambino viene ammesso a scuola, come si fa a conciliare quando in ufficio bisogna stare fino alle 18 e il nido chiude alle 17? L’orario di uscita dovrebbe essere prolungato almeno fino alle 18-18.30.

3. Part-time

La possibilità di ottenere il part-time dovrebbe essere prevista per tutti i genitori, papà compresi, che vogliano dedicarsi anche alla cura dei figli. Le aziende potrebbero ovviare alla mancanza di ore da parte degli impiegati a metà tempo attraverso programmi di job-sharing.

4. Orari di lavoro

Bisognerebbe smettere di restare in ufficio dieci-dodici ore al giorno, perché questa è la prima forma di discriminazione nei confronti di chi si prende cura dei figli. E le riunioni dovrebbero finire entro le 18.

5. I papà

la conciliazione non deve più essere solo un problema delle mamme. Anche i papà devono essere coinvolti, e stato e aziende dovrebbero, attraverso campagne di sensibilizzazione e incentivi rivolti agli uomini, coinvolgerli nella questione figli – lavoro (a tale proposito, ottima l’iniziativa per favorire il rientro al lavoro delle mamme promuovendo il congedo parentale da parte del papà.

Queste sono solo alcune delle idee che mi sono venute in mente: e voi cosa ne pensate? Che cosa potrebbe realmente migliorare la vita delle mamme?