Litigi tra fratelli

03 febbraio 2013- di

 Seconda fase: l’arte del dialogo

Una volta che hanno ritrovato la calma, si dovrebbe passare alla fase sucessiva, solo che a volte, la fretta e la stanchezza fanno si che ci si fermi alla fase 1.
La fase 2 è il dialogo: ci si siede e, dato che ormai sono grandicelli, si parla. Un po’ di outing  su quello che ha fatto arrabbiare uno o l’altro e sui modi alternativi alle sberle per ottenere ciò che in quel momento desideravano.
Questa seconda fase è quella veramente importante: mi rendo conto che aiutarli a capire le ragioni dell’altro è uno dei miei compiti educativi. Mai intervenire per dare ragione a uno dei due, ma esercitarsi nell’arte della mediazione e della negoziazione. È importante fornire loro tutti gli strumenti necessari affinché, volta dopo volta, possano impararne l’utilizzo e affinare l’arte del dialogo: non è scontato che, in quanto fratelli, si vorranno sempre bene e io mi sento in dovere di stimolare in questo modo la crescita della loro affettività.

I bambini imparano da noi

Ricordiamoci, infine, che i bambini ci guardano. Anche nella “famiglia perfetta” (che non è certo la mia) capita a volte di litigare e di usare toni accesi. Affinchè non ci prendano ad esempio in queste occasioni, l’importante è che dopo il litigio (si, si, lo so che andrebbe evitato, però siamo tutti esseri umani!) ci vedano fare pace e che si spieghi loro che le discussioni nascono proprio tra chi si vuole bene.

Il litigio diventa, dunque, per me, oltre che un grandissim esercizio di autocontrollo, una bella opportunità per sostenerli nell’esprimere  le loro motivazioni e aiutarli a riconoscere le loro emozioni. E, perché no, imparare a farlo assieme a loro.
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