5 cose che (da mamma) odio fare con mio figlio

21 novembre 2012- di

Si parla sempre delle gioie dell’essere mamma: di attimi di estasi al primo sorriso, di quelle braccine allargate per farsi prendere in braccio, di occhi che si illuminano all’uscita del nido, di quei momenti passati abbracciati a leggere libri sul divano, con tanto di coperta e gattino sulle gambe a farvi le fusa, di simpatiche smorfie, di piccole conquiste.

credits: Chris P.

Facciamo coming out

Farò parte del club delle mamme cattive ma, ammettiamolo, le gioie saranno infinite, ma anche le scocciature!
Ecco le 5 cose che odio fare con mio figlio.

1. Giocare

Mio figlio ha cinque anni.
Fino ad un paio d’anni fa giocare con lui non era così insopportabile: macchinine, costruzioni, picnic.
Ora giocherebbe solo a lotta Pokemon!
I Pokemon sono degli adorabili mostri che vengono allenati da alcuni bambini che da grandi vogliono diventare allenatori professionisti.
Interessante vero?
Oltre a dovermi subire il cartone animato, durante il quale il mio cervello switcha su altri pensieri e il mio corpo su altre attività (sì, io faccio parte anche del club televisione santa subito), sono poi costretta a simulare puntate e combattimenti, con mio figlio arrabbiato perché non ho ancora capito che un Pokemon d’erba non potrà mai vincere contro uno di fuoco!

2. Andare al ristorante

Io adoro mangiare al ristorante: scegliere il posto giusto, assaggiare piatti nuovi, conoscere i cuochi, scoprire preparazioni e abbinamenti inediti, godermi il vino, le chiacchierate, l’atmosfera. Per me il ristorante non è solo un’occasione per non cucinare a casa, anche perché adoro cucinare, è proprio un’esperienza.
Cenare al ristorante con mio figlio significa due cose.
La prima è dover mangiare in circa quaranta minuti, non di più, perché questa è la sua autonomia massima seduto a tavola.
Non mi raccontate dei libricini, giochi, disegni, distrazioni: niente cambia il tempo della sua resistenza, quaranta minuti. Stop.
La seconda è dover scegliere i miei piatti in base ai suoi: lui mangia di tutto ma nessuno sa quanto mangi. A volte tantissimo, a volte niente. Ti dice che ha davvero fame, che ha il pancino che brontola e dopo due forchettate di riso è già sazio. A volte dopo primo, secondo, contorno e frutta ha ancora fame.
Odio gli sprechi: quindi aspetto e mangio i suoi avanzi. Altrimenti ordino qualcosa per me: naturalmente il mio piatto viene spazzolato da lui di improvviso ancora affamato.

3. Andare al parco

Io al parco mi annoio.
Non c’è niente da fare.
Certo lì non devo giocare, ma non posso nemmeno passare il tempo a leggere o twittare o a fare qualsiasi altra cosa perché ogni cinque minuti c’è una rissa da sedare, un gioco da recuperare, un bambino caduto da far rialzare. Non sempre il mio, anche quelli degli altri. Impossibile distrarsi: pena gli sguardi pieno di astio e disapprovazione di nonne e anche delle altre mamme, che però a loro volta possono disinteressarsi, non so perché.

4. Dormire

Forse era solo un problema mio ma io adoravo dormire con mio figlio.
Quelle manine sulla faccia, il corpicino vicino, quel piedino che mi puntava sulla schiena: erano forse i momenti più belli che avevamo insieme.
Ora non ce la faccio più. Ogni volta che mi accorgo che furtivamente mi si è infilato sotto le coperte ho la tentazione di andarmene a dormire nel lettino!

5. Fare i compiti

Per ora con il cinquenne non ho questo problema ma la mia è una famiglia allargata e ho anche una grande alle elementari. Le mamme dei bambini grandi mi potranno capire.
La tenerezza, la comprensione, l’empatia, l’ascolto, la relazione tra genitore e figli, tutto scompare davanti alle divisioni con due cifre o agli Etruschi.
Preparatevi mamme, altro che svezzamento o inserimento all’asilo!

 

Fate coming out anche voi: cosa odiate fare con i vostri bambini?