Tempo di bilanci: quanto vale il mio lavoro?

12 dicembre 2012- di

Il valore del mio lavoro, come lo misuro?

Da quando sono diventata mamma, mi correggo, da quando ho scoperto di aspettare mio figlio, mi sono chiesta spesso se potevo quantificare economicamente il mio lavoro andando oltre lo stipendio percepito.

Sì perché il lavoro di una mamma non può essere misurato esclusivamente con la busta paga o le fatture incassate, se parliamo di imprenditrici e professioniste.

Ci sono altri fattori da individuare ed analizzare e me ne sono accorta lo scorso anno, mentre combattevo contro i tagli accanto alle educatrici del nido comunale che frequenta mio figlio Ernesto. Sì perché io e mio marito siamo fortunati ma non troppo: abbiamo il privilegio del nido pubblico ma solo per mezza giornata. Il pomeriggio è affare nostro e ci siam dovuti organizzare.

Dicevo che stavo protestando per i tagli ai nidi comunali della mia città quando qualcuno mi ha dato in mano il microfono e mi ha chiesto di dire la mia. Superato il blocco iniziale ho urlato con forza che il lavoro delle educatrici ha un valore economico certo: il mio fatturato.

Ecco quanto vale il mio lavoro. Le mamme al lavoro producono reddito, altro lavoro e quindi ancora reddito.

C’è il lavoro di educatrici ed educatori dei nidi, degli insegnanti delle materne, delle babysitter o dei babysitter (pare che stia diventando un mestiere declinato anche al maschile, molto bene), delle colf quando è possibile e delle badanti se in famiglia ci sono degli anziani da accudire. E cosa dire di tutte quelle persone impiegate con contratti di sostituzione per maternità che hanno un’occasione di lavoro utile a tutti, a loro e alle aziende che nei mesi di assenza della dipendente titolare godono di benefici notevoli in termini di costo del lavoro?

Ovviamente di questo “indotto della maternità” si accorgono in pochi, un po’ per le difficoltà nella misurazione, un po’ per miopia pilotata perché ammettere questo enorme valore darebbe un notevole peso sociale al tema mamme e lavoro.

E tu, ti sei mai chiesta quante persone lavorano perché tu lavori?