Mamme, lavoro e sensi di colpa

31 gennaio 2013- di

Mamma in carriera o angelo del focolare? Riusciremo mai ad uscire da questo binomio? Nelle scorse settimane, il post di Flavia sull’argomento ha fatto discutere. A quanto pare è piuttosto difficile definire le mamme in un modo che non sia «bianco» o «nero».

mamme

credits: Claudia Porta

Esistono invece mille sfumature e sono tanti i fattori che vanno presi in considerazione. Nel caso di Flavia, ad esempio, bisogna precisare che sia lei che suo marito lavorano da casa, e che quando lei salta su un aereo per un impegno professionale, con i bambini c’è lui. E viceversa. Vi sembra ancora una madre degenere?

E poi ci sono nonni, tate e mille altre soluzioni che permettono ai genitori di tornare al lavoro, per necessità o per passione; per realizzarsi o semplicemente per cambiare aria.

Personalmente, ho impiegato quasi dieci anni prima di riuscire a stare due giorni fuori di casa senza i miei figli. Mamma perfetta? Macché. Quando l’ho fatto mi sono sentita in colpa, proprio come la mamma che lascia il piccolo di un anno al nido.

I sensi di colpa non hanno età, e non hanno pietà. Dobbiamo imparare a guardare oltre il giudizio degli altri e a scegliere ciò che è giusto per noi e per i nostri figli.

Sei felice? Tuo figlio è felice? Allora va bene così. Qualunque sia la tua scelta.

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