Una montagna di regali non fa Natale. Pensateci!

Tanti regali vuol dire tanto amore? Ed è solo con una montagna di pacchetti da scartare la mattina del 25 dicembre che trasmettiamo il significato intimo e profondo del Natale ai nostri figli?

credits: Serena Sabella

Io penso che dobbiamo cominciare a creare l’atmosfera molto prima e che questi siano i giorni giusti per fare, per esempio, un reset dei doni. Passiamo in rassegna, con i bambini, tutti i giochi che hanno ricevuto l’anno scorso.
«Qui Babbo Natale ci ha proprio azzeccato»;
«Con questo non ci hai mai giocato, forse non hai imparato a usarlo»;
«Questo, invece, l’hai usato molto e non ti piace più».
Osserviamo le reazioni, ascoltiamo i commenti. A volte basta anche solo un gesto. Ai grandi serve per capire quali sono quest’anno, i veri interessi dei figli, ai piccoli per mettere ordine fra i desideri e accettare di fare un bel sacco da portare a chi regali non ne avrà.
E poi scegliamo un dono, uno solo, ma che sia davvero su misura. «Guarda! Babbo Natale ha pensato che…». E via con i commenti che variano da caso a caso. «Però, quest’anno, ho preparato anch’io un dono per te». E aggiungete, così, un regalo tutto vostro che abbia il valore di un messaggio.
Un cuore rosso, morbido, da abbracciare per i più piccoli o un gadget fatto a cuore per i più grandi: introduce il tema dell’amore universale. Una bella famiglia di animali: riassume il legame e la solidità dei sentimenti. Oppure una lettera di Natale alla rovescia, dove raccontate a un piccolo il vostro Natale più bello.
O un giocattolo comprato ai mercatini extracomunitari, purché di sapore non occidentale: testimonia il mondo che, crescendo, i figli incontreranno.
Quante storie, quanti racconti quel giorno! Se lo ricorderanno per tutta la vita.
Perché Natale non è più Natale se vissuto solo con una montagna di pacchetti.

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna