Allattamento e alimentazione

Pensiero pre svezzamento. Per alcune diventa un tormentone, della serie mamma che allatta può, deve non deve, avvicinarsi, mangiare, sentire, toccare e così via. Io compresa, ai tempi. In quei sei mesi infatti non si tratta di capire cosa dare da mangiare al formato bebè ma come deve mangiare il formato mamma per saziare adeguatamente il pupo.

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Le ultime novità sono arrivate da una ricerca condotta dall’Università di Granada (Spagna) che ha analizzato il latte di 34 mamme concludendo che il 94% non si alimenta in maniera corretta. Perché? Troppe proteine, pochi grassi (che sia la corsa alla perduta forma, voglio rientrare nei miei vecchi maledetti jeans?), vitamine A e E praticamente fantasma e ferro ridotto ai minimi.
Il mio primo pensiero è stato: ci credo, che la sottoscritta aveva il tempo di pensare, sedersi e consumare un pasto? Caso personale a parte, è conoscenza ormai condivisa dei benefici assoluti del latte  materno (quando c’è), di quanto possa essere fondamentale per lo sviluppo congnitivo e visivo, naturale quindi che una dieta appropriata possa migliorarne la composizione.
Che cosa mangiare quindi al di là di brodi, brodi, brodi (a me li avevano consigliati, a te no?). Secondo i ricercatori la risposta migliore è variare (principio che è come dire usalo e non sbagli mai) e puntare su verdura e frutta fresca, tanto pesce (proprio perché ricco di Omega 3 che fanno tanto bene al pupo), latticini e olio d’oliva. La regola del variare, che proprio nuova non è, in realtà si presta a un vantaggio duplice: buona alimentazione per la mamma ma anche differenti sapori (attraverso il latte) per il bebè.
Da evitare (e questo pure mia nonna lo faceva) tutti quegli alimenti che possono dare un sapore sgradevole al latte (tipo cipolle o aglio o cavoli) e no a caffè, tè e coca cola, della serie facciamo che il pupo ogni tanto dorma.