Bambini prematuri: la terapia intensiva

Se il vostro bimbo è prematuro e quindi nasce prima della 37esima settimana, potrebbe essere necessario un ricovero nel reparto di terapia intensiva neonatale (TIN).

Il reparto accoglie anche i bimbi che hanno problemi alla nascita, che hanno bisogno di fare fototerapia (per l’ittero, che dà quella caratteristica colorazione giallastra, dovuta all’alta concentrazione di bilirubina, molto comune tra i neonati) e altre problematiche dei primissimi giorni.

Nel reparto TIN i vostri bimbi potranno essere tenuti dentro le incubatrici o in osservazione nelle cullette.

Noi siamo stati molto fortunati, perché pur essendo nato di 34 settimane, il nostro bambino ha trascorso solo due giorni in incubatrice e uno in culletta, poi è tornato a casa. Prima delle dimissioni però, proprio dalle operatrici del reparto, abbiamo imparato le cose più importanti per affrontare in modo più disteso i primi giorni con il nostro piccolo:

1. il bagnetto: si può fare anche nei primi giorni, cercando di non bagnare il moncone del cordone ombelicale, tuttavia i bambini così piccoli potrebbero mostrarsi molto spaventati per il senso di vuoto che provano in acqua e fare quei tipici movimenti «scattosi», allargando braccia e gambe. Come si fa allora? Si prende un lenzuolino (noi usavamo una federa) si avvolge il bambino tenendo i 4 angoli e lo si immerge in acqua dentro questa «culletta» di stoffa. Una volta raggiunto il fondo della vaschetta o del lavandino, quando tocca coi piedini e con le mani, si può anche sfilare il lenzuolino;

2. il contenimento: per la stessa sensazione di vuoto che descrivevo sopra, nei primi giorni e settimane, potrebbe essere utile contenere il vostro bambino in una copertina o un lenziuolino. Il papà del mio bambino descrive questa operazione in questo modo: è come avvolgere il kebab nella piadina. Se non siete pratici di kebab, si tratta di avvolgere il bambino, braccia e gambe. Questo lo farà sentire protetto come nell’utero materno.

3. il cordone ombelicale: per agevolare la caduta del cordone, si può usare dell’alcool puro (si compra in farmacia) messo alla base del moncone con del cotone. Subito dopo la caduta invece non si usa più l’alcool ma l’acqua ossigenata;

4. quanto va vestito il bambino? E’ vero che i neonati, soprattutto i prematuri, provengono da una temperatura ambientale di 37 gradi, quella del ventre materno, ma è anche vero che vestirli di tutto punto in piena estate li farebbe solo soffrire. Dopo poche settimane, poi, dobbiamo pensare che il bambino prova freddo e caldo esattamente come noi. Per capire se hanno caldo o freddo non dobbiamo fare riferimento alle manine e ai piedini, che saranno spesso freddi, ma alla temperatura dietro la nuca;

4. la febbre: forse ero l’unica a non saperlo, ma se si prova la febbre ad un neonato per via rettale, occorre togliere mezzo grado (se risulta 37, ha 36,5 gradi). Non ci si deve preoccupare prima dei 38 gradi reali. Questo per le mamme apprensive, come me.

Eravamo in sospeso sul tema dell’innamoramento, in un precedente post, ecco, il mio innamoramento per Tobia è avvenuto proprio dentro al reparto. Le prime fitte allo stomaco le ho avute nel vederlo dentro l’incubatrice, con la bendina, mentre faceva la fototerpia (sì, è quello della foto). L’innamoramento definitivo è avvenuto invece quando ho assistito al momento in cui l’infermiera gli toglieva i cerottini dei prelievi. Un secondo prima era tutto tranquillo tra le sue mani, appena sentito il dolore ha fatto una espressione di dolore e sorpresa che non dimenticherò mai, e ha emesso un vagito. Ecco, non avevo mai sentito la sua voce e quell’esserino mi è parso così indifeso, così innocente, totalmente dipendente da noi. Sono stata invasa da amore e terrore nello stesso tempo.