Cameretta del neonato: come arredarla

Non ha molto senso parlare di come arredare la cameretta del neonato. Anche se l’ansia da preparazione del nido prende molte delle future mamme, in realtà è soltanto un modo, per la donna in gravidanza, di prepararsi psicologicamente ad accogliere la nuova vita che sta arrivando.

Il bambino, appena nato infatti, non ha bisogno di molto. Tanto meno di una cameretta del neonato. Spesso, infatti, almeno per i primi tempi e fino al 4°-6° mese, dorme in camera di mamma e papà.  Questo per una questione di comodità  per via dei frequenti allattamenti notturni, ma anche per una maggior sicurezza della neo mamma, che così può avere il controllo di tutte le sue esigenze e funzioni vitali. La culla del neonato, quindi, di solito sta accanto al lettone.

Anche il design è venuto incontro, negli ultimi anni, a questa esigenza, che tra l’altro (è ormai provato scientificamente) favorisce lo sviluppo equilibrato (emotivo, psichico, neurologico e relazionale) del bambino. Come? Togliendo una spondina alla culla e accostandola al letto della mamma: sono nate così le bedside cots, o culle per il co-sleeping. La conferma dei benefici di questo tipo di soluzioni viene direttamente dall’American Academy of Pediatrics, e questo il motivo per cui è consigliato rispetto alla culla tradizionale. Per quanto riguarda il neonato dunque,  è più corretto parlare di condizioni ambientali ideali della cameretta del neonato, ovvero di una serie di accorgimenti relativi al comfort termo-igrometrico, nonché all’igiene della cameretta del neonato.

Comfort e igiene nella cameretta del neonato

  • temperatura di 18-22 °C;
  • grado igrometrico (ovvero il tasso di umidità  attorno al 50%, o comunque compreso nell’intervallo 40-60%;
  • eventuale uso di un apparecchio ionizzatore per l’eliminazione delle polveri sottili e la purificazione dell’aria;
  • aerazione della stanza, che deve essere fatta almeno due volte al giorno per 20 minuti ciascuna (è il tempo necessario per un ricambio totale dell’aria);
  • pulizia giornaliera, per l’eliminazione di polveri e batteri;
  • in aggiunta, l’uso di una luce soffusa che consenta di vedere il neonato anche di notte (perfette, ad esempio, quelle che proiettano forme luminose su soffitto e pareti, di tonalità tendenti al blu/verde/rosa pallido/bianco caldo, che hanno effetto calmante sul sistema nervoso).

Questi accorgimenti si ripercuotono sia a livello di salute psico-fisica, che di qualità del sonno del neonato. Non sono, dunque, affatto trascurabili.