Crescere insieme con l’accoglienza familiare

Nelle settimane scorse, Egizia vi ha parlato di adozione e affido, due modalità molto diverse per avere un figlio (la prima) e per accogliere nella propria famiglia un bambino di un’altra famiglia (la seconda), che presumibilmente vi farà rientro appena possibile.

C’è anche una terza possibilità che voglio segnalarvi: si tratta dell’accoglienza.

L’accoglienza è una forma di volontariato verso bambini o adulti, per tamponare emergenze o situazioni di difficoltà: si può realizzare per periodi molto brevi, per alcuni giorni o alcune ore della settimana, il giorno o la notte o solo il w.e.

Gli esempi sono molteplici: una mamma sola che lavora di notte e non ha supporto familiare, un ricovero in ospedale, la necessità di un aiuto per i compiti pomeridiani o di un fine settimana di sollievo da una situazione difficile.

Dieci anni fa, più o meno, ho iniziato una forma di accoglienza estiva rivolta ai bambini di Chernobyl che prosegue tutt’ora con bambini diversi da quelli di allora. Un’esperienza meravigliosa, in cui io e le persone intorno a me, oltre a passare un mese molto divertente, abbiamo imparato da questi ragazzi moltissimo. Tra un mesetto saranno di nuovo a casa nostra e magari ne parleremo meglio.

Ci siamo quindi chiesti: perché limitare all’estate questa nostra disponibilità? Abbiamo voluto una casa grande, abbiamo la fortuna di essere attrezzati per l’accoglienza di bambini e per il nostro piccolo, soprattutto in futuro, potrebbe essere molto educativo.

Prima ancora che arrivasse nostro figlio, abbiamo ospitato una famiglia proveniente dalle zone terremotate dell’Emilia per un paio di settimane. In questi giorni ricorre un anno da quella catastrofe e loro ancora sono al lavoro per riprendere la loro quotidianità pre terremoto.
Anche poche settimane fa abbiamo potuto accogliere per qualche giorno una piccolina, tramite i servizi sociali del territorio.

Con tutte queste persone, adulti e bambini, si crea un legame speciale: abbiamo condiviso con loro un pezzetto di vita e la nostra casa e loro sono come un’estensione della nostra famiglia. Sappiamo che se ne andranno e forse non li rivedremo ma sappiamo anche che come noi li ricorderemo, anche loro non ci dimenticheranno.

Volete saperne di più? Recatevi presso i servizi sociali della vostra città oppure contattate una associazione che si occupa di accoglienze nazionali o internazionali.. e poi fatemi sapere!