Il massaggio bioenergetico neonatale: il dolce tocco della mamma

Ci sono diversi modi per massaggiare il proprio bambino e di certo anche dalle tue parti potrai trovare qualche corso che ti potrà insegnare come farlo, uno di questi è il massaggio bioenergetico neonatale, detto anche “massaggio farfalla” per la dolcezza del tocco con cui viene praticato.

massaggio bioenergetico

credits: valentinap

Premetto che frequentare un corso di massaggio infantile, qualunque sia, è un’esperienza molto positiva per la mamma o per entrambi i genitori: aiuta a entrare in un contatto più intimo con il proprio bambino, a procurargli benessere, a fargli conoscere meglio il proprio corpo, e spesso anche ad affrontare qualche piccolo problema quotidiano, come le colichette. Il massaggio bioenergetico vuole invece agire sulla parte “emozionale”, per liberare gentilmente il flusso di energia di mamma e bambino.

Il massaggio bioenergetico nasce nel secolo scorso, dalle teorie del dott. Reich, il quale aveva descritto le emozioni come un flusso di energia nel corpo. Questo flusso però può essere bloccato dalla “corazza emozionale“. Secondo le teorie di Reich un bambino nasce con un flusso di energia positivo ed è immediatamente in grado di entrare in contatto con la madre e comunicarle i suoi bisogni. Tuttavia interferenze esterne contribuiscono nel tempo a sviluppare la corazza emozionale che li accompagnerà da adulti.

Questo tipo di massaggio è spesso utilizzato con i bambini prematuri, per recuperare l’energia positiva dopo l’esperienza “innaturale” dell’incubatrice.

Diversamente dal massaggio neonatale classico, le mani della mamma non devono fare alcuna pressione sul corpo del bambino, devono sfiorarlo, producendo benessere con il calore del tocco. I movimenti tipici di questo massaggio, oltre agli sfioramenti, sono i piccoli cerchi e le vibrazioni. Inoltre è considerato il contatto visivo tra mamma e bambino.

Qualsiasi sia il tipo di massaggio che intendete  praticare, ricordatevi il dettaglio molto importante della temperatura della stanza, che deve essere assolutamente confortevole per il piccolo e possibilmente frequentate prima un corso, che oltre a spiegarvi come si fa, vi permetterà di incontrare altre mamme e uscire dall’isolamento dei primi mesi.