Massaggio infantile: quando la mamma o il papà sono nervosi

Il massaggio infantile non è un dovere. Dobbiamo dircelo per sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento. Non è scritto tra i doveri fondamentali di un genitore né alcun tribunale obbligherà una madre o un padre a praticare il massaggio ai loro figli.  Il massaggio neonatale non è nemmeno una cura medica, perciò nessun medico lo prescriverà come cura certa di un disturbo. Non è dunque la panacea che in certi casi viene fatto di pensare, a sentire i feedback entusiasti di molti genitori, dopo un corso per impararne i facili segreti.

Nemmeno Vimala Mc Clure, autrice di Massaggio al bambino, messaggio d’amore e co-fondatrice dell’I.A.I.M (International Association Infant Massage) che conta soci in oltre 64 nazioni, ha mai parlato di dovere di massaggio. Non c’è dunque nessun motivo, mai, per somministrare un massaggio ad un bambino se le condizioni non sono quelle ottimali per lui e per chi glielo fa.

massaggio neonatale

credits: Sami Keinänen

In Italia l’A.I.M.I. (Associazione Italiana Massaggio Infantile), che dell’I.A.I.M è il chapter italiano, attraverso i suoi oltre duecento insegnanti attivi che lavorano sia nelle strutture pubbliche che nel privato, parla di tocco che nutre. Il massaggio inizia perciò con le mani che riposano, ferme, sul corpo del bambino per prendere contatto, mentre gli occhi del genitore cercano gli occhi del bambino, per poi formulare la richiesta di permesso. Si chiede infatti il permesso al bambino di fargli un massaggio e si sta attenti ai segnali che il bambino dà, accettando anche un no per risposta. In questo modo si nutre la relazione tra quelle persone.

Dunque, se il genitore è in una condizione di particolare stress, preparerà il setting per il massaggio e si approssimerà ad esso solo se sentirà che la sua condizione potrebbe modificarsi in meglio grazie al contatto con il suo bambino, nella serenità e nel rispetto. E molto spesso succede. Altrimenti aspetterà un tempo migliore, senza fretta e accettandosi, per rispettare completamente anche il suo bambino interiore, oltre che quello che ha generato.

È tuttavia importante rilevare che, qualora il genitore possedesse la capacità di autoregolare il proprio stato di stress, proprio il massaggio infantile potrebbe rappresentare lo strumento attraverso il quale passare gradualmente ad uno stato di quiete.
Durante l’apprendimento, nei corsi di gruppo o individuali, i genitori imparano ad accettare anche il pianto dei loro figli, come forma di comunicazione in alternativa alla parola, che ancora non possiedono. Forti di questo apprendimento, a casa, poi, sapranno trovare il giusto equilibrio tra le emozioni contrastanti che il pianto può generare.
Se almeno una volta ti sei sentita incompresa mentre hai pianto, sai bene di cosa ti sto parlando. Se almeno una volta ti sei sentita disperata mentre il tuo bambino piangeva, lo sai ancora di più.
Infine, se sei una sostenitrice dell’immensa possibilità di migliorare il tuo rapporto con tuo figlio che il massaggio ti potrebbe offrire, ma una sera ti dovessi sentire particolarmente nervosa prima di incominciare, assicurati che tuo figlio sia in buone mani e prenditi un tempo per te. Forse te lo meriti, no? Coccola la bambina che è in te, prima. Prenditi per mano e portati dove puoi stare bene. Forse un massaggio occorre anche a te. Se hai un’amica che li sa fare, non te ne negherà uno se glielo chiederai. Sentirai allora sulla tua pelle che il bene passa anche dai pori. Fanne esperienza e quando ti sentirai pronta, con leggerezza, riproponi al tuo bimbo: ” Vuoi che mamma ti faccia il massaggio?” e goditi la risposta.