I primi giorni a casa post parto: farsi aiutare

Le esperienze dei primissimi giorni sono molto diverse a seconda del tipo di parto che avete avuto e della regione in cui vi trovate.

Nella maggior parte dei casi le donne che partoriscono in modo naturale verranno dimesse coi loro bambini dopo 24/48 ore. Uno o due giorni in più per le donne che partoriscono col cesareo.

Rooming in

Nel reparto in cui ero ricoverata io, vigeva la modalità Bebè in camera, il rooming in. Questo significa che fin da subito i piccoli vengono lasciati in camera con la mamma, nella loro culletta, 24 ore su 24, e il reparto supporta le mamme tramite le ostetriche e le puericultrici.

È sicuramente molto bello ma a mio parere non è il sistema ideale. Prima di tutto perché le mamme hanno bisogno almeno di quel giorno di recupero e se si devono occupare del piccolo anche la notte, aggiungono fatica a fatica. In secondo luogo ho visto mamme che avevano così tanto dolore, ad esempio dopo il cesareo, da faticare a sollevare il bambino dalla culletta. Infine, non essendo camere singole, il pianto di un bambino provoca il pianto di altri bambini e così via, in tutto il reparto, in tutte le camere, non facendo dormire nemmeno quelle che stanno vivendo il travaglio o sono ricoverate per altre complicazioni.

Dato comunque che in entrambi i casi (cesareo o naturale) sarete stanche e doloranti, non sarà affatto facile tornare a casa e cominciare da subito a occuparsi del piccolo che ha ritmi serrati ed esigenze stringenti.

Cosa fare i primi giorni dopo il parto

E’ importante programmare bene questi primi giorni. Avere già in casa tutto l’occorrente, molta spesa fatta e un certo numero di persone che vi possono aiutare. E sottolineo aiutare.

La vostra famiglia nuova di zecca non ha bisogno di avere ospiti a tutte le ore del giorno che portano doni e ammirano la creatura (anche se fa piacere, a piccole dosi, anche per uscire da un certo isolamento delle prime settimane). Ha bisogno di persone che: lavino, stirino, puliscano casa, tengano d’occhio il bambino che dorme mentre anche voi dormite un po’, facciano da mangiare, la spesa, paghino le bollette e possibilmente non diano consigli non richiesti e dopo un certo numero di ore, spariscano. Se riuscite ad allertare un buon numero di questi “pronto intervento mamma”, sarà tutto un po’ più facile.

Riposare e farsi aiutare dopo il parto

Ho letto in uno dei tanti manuali che mi sono passati tra le mani che ci sono Paesi in cui le donne per un certo periodo dopo il parto devono solo riposarsi. E altre donne accudiscono per loro i bambini. Ecco non pretendiamo tanto, ma almeno fare in modo che la neomamma non debba preoccuparsi anche della cena.

L’aiuto non deve limitarsi alla prima settimana. Almeno per le prime 3 la confusione e la stanchezza regnano. Gli ormoni colpiscono inesorabilmente e portano crisi di pianto e desiderio di restituire al mittente il fagottino (succede, non si è cattivi genitori se si sono pensate queste cose nelle prime settimane). Fate venire qualcuno per qualche ora almeno al pomeriggio, quando un sonnellino potrebbe aiutarvi ad affrontare meglio la notte.

È verissimo che i neonati dormono 18/20 ore al giorno, ma per una mamma non è facile addormentarsi a comando e spesso qualsiasi piccolo lamento del bambino, nei primi giorni, vi farà sussultare. E addio sonno.

La mia esperienza si può ascrivere a una netta minoranza di nascite, per fortuna, perché Tobia è stato ricoverato alcuni giorni in TIN (terapia intensiva neonatale) e quindi non lo abbiamo avuto a casa con noi da subito.

Questo ha portato svantaggi di tipo affettivo (ci mancava terribilmente e vederlo in reparto non era proprio la stessa cosa che averlo a casa) e fisiologico (rispetto all’allattamento, il non poter attaccare al seno il bambino da subito, è un problema non da poco, e infatti nel mio caso ha segnato anche il mancato arrivo della montata lattea), ma anche piccoli vantaggi, dato che ho avuto qualche giorno per recuperare un po’ di forze, che poi servono, tutte e di più.

Ovviamente farsi aiutare sempre, non solo i primi giorni e i primi mesi del bambino. Sempre. Far tutto da sole non è possibile.