Non chiudersi in casa, neanche in inverno!

Annichilite dalla complessità e dal numero delle cose da portare con voi, potreste non aver molta voglia di uscire con il neonato nelle prime settimane. D’altronde il tempo per preparare il bambino, preparare voi stesse, la borsa con il necessario e agganciare la carrozzina in macchina è tale da farvi pensare che non ne valga la pena.

E invece il bambino ne ha bisogno e anche voi!

Innanzitutto abituatevi a fare un giretto a piedi tutti i giorni: serve per prendere aria, per esporre il bambino alla luce del giorno (che tra l’altro è utile contro l’ittero) e per fare un po’ di movimento e buttare giù i chili eventualmente accumulati in gravidanza.

In secondo luogo, evitando nelle prime settimane luoghi affollati come i centri commerciali, il mio consiglio è quello di recarsi in centro, incontrare le amiche o altre mamme conosciute al corso preparto, prendersi il tempo per un cappuccino al bar o per guardare un po’ di vetrine.

Come si fa? Io faccio così: tengo uno zaino fatto con: il fasciatoio da passeggio, qualche pannolino, confezione piccola di salviette e qualche campioncino di creme. Ci tengo dentro anche un sacchetto con un cambio (tutina e body) e un lenzuolino con angoli per la carrozzina (non si sa mai che si bagni..). Ogni volta che rientro ripristino subito quello che ho consumato, che di solito è un pannolino. Lo zaino è sempre pronto e io la mattina non ho nulla da preparare.

Normalmente, per non avere l’ansia di rientrare a casa entro le 3 ore tra un pasto e l’altro, metto nello zaino anche un biberon, lo scaldabiberon e una dose di latte dentro un vasetto. Se allattate al seno, questo è un peso in meno da mettere nello zaino perché avete già la pappa coi voi!

E’ importante crearsi una serie di punti d’appoggio: un bar che si frequenta spesso, l’ufficio di una amica, un negozio di abbigliamento per bambini in cui vi servite abitualmente o, dove c’è, la stanza delle coccole messa a disposizione dal Comune o da privati (per esempio, dalle mie parti, la Coop). Ma poi, diciamolo, pochissimi rifiuterebbero di prestarvi una presa elettrica per scaldare l’acqua del biberon o un angolo per allattare in pace.

La stanza delle coccole è sicuramente la situazione migliore: è presente in alcune stazioni, in numerosi centri commerciali e in altri luoghi pubblici. Normalmente è attrezzata con un fasciatoio, qualche librino e giocattolo, un divano per sedersi ad allattare e un lavandino.

In tram con la carrozzina

Poi c’è tutta la questione delle attrezzature: navicella, ovetto, passeggino. Di solito lascio le ruote nel bagagliaio e l’ovetto agganciato. In questo modo, nelle prime settimane, uscivo di casa con zaino in spalla, bambino nella navicella e basta, quindi il tutto risultava abbastanza facile da gestire.

Non alienatevi, non isolatevi. Iscrivetevi ai corsi post parto, a quelli di massaggio infantile, andate a prendere il pane, i giornali, magari fate un po’ di cose che prima, lavorando, non riuscivate mai a fare come andare a leggere al parco o andare in giro a fare foto. Dopo qualche mese poi, si possono provare anche esperienze interessanti e utili come i corsi di acquaticità per mamma e bambino. Insomma, essere mamma non vuol dire chiudersi in casa e vivere di latte e pannolini!