Ecco come i gay mettono su famiglia

Fino a poco tempo fa, una delle cose che si diceva con rammarico dei gay era «Soffriranno prima di tutto perché gli altri li discriminano e poi perché non possono avere figli». Sulla discriminazione, il bullismo, il pregiudizio ci stiamo ancora lavorando, ma sulla questione figli nel frattempo i gay si sono dati da fare parecchio. Ebbene sì, i gay possono procreare. Una coppia omosessuale, qualunque sia l’opinione generale di opportunità, può creare una famiglia. Non sono opinioni, ma fatti. Le famiglie omogenitoriali esistono, in tutto il mondo. Affrontano gioie e difficoltà, come tutti. E mettono al mondo figli. Come fanno? Ve lo spieghiamo in questo breviario che ad alcuni può essere utile per conoscere una realtà nuova, ad altri per prendere spunto.

Famiglie omogenitoriali 1: bimbi con due mamme

Una coppia di due donne che decide di avere un figlio può ricorrere alla procreazione medicalmente assistita tramite banca del seme all’estero (in Italia non è ancora possibile). Ce ne sono tantissime in Europa (l’elenco competo qui). La donazione, a seconda del Paese in cui avviene, può avere modalità diverse: ad esempio ci sono cliniche che ti fanno scegliere le foto del donatore con le caratteristiche, alcune che fanno scrivere al donatore la motivazione per cui accetta di offrire il suo seme, altre che invece danno solo qualche indicazione sommaria (etnia, altezza e professione). I prezzi variano da i 400 euro ai 2mila euro. Pare che la Spagna sia il paese più economico, l’Inghilterra il più caro. Una volta scelto il donatore, occorre decidere se la donazione debba essere aperta o chiusa, ovvero se vogliamo che una volta adulto (di solito a 18 anni), il bambino possa decidere di cercare e rintracciare il donatore oppure no. Altra decisione che si può prendere in alcune cliniche ma non in tutte: se ricevere uno sperma fresco oppure congelato. Solitamente le donne che hanno superato i 40 anni possono decidere di ricevere uno sperma fresco perché la potenza di quello congelato è minore. Una volta fatte queste scelte, si attende il momento fertile della donna che decide di portare avanti la gravidanza e in clinica si procede all’inserimento dello sperma del donatore. Hanno fatto così ad esempio Francesca Vecchioni (figlia di Roberto) e la compagna che hanno avuto due gemelli e lo hanno raccontato alla stampa. Ecco qualche link di cliniche che offrono questo servizio: a Bruxelles e a Copenaghen. Su questo è stato scritto un bellissimo libro da Cristiana Alicata Quattro, storia di due donne e i loro due figli.