Mamma single, ti senti “atipica”?

Ciao mamma single!

Ti capita, in certi giorni, di sentirti così maledettamente “atipica” nella tua condizione, da aver bisogno di almeno un po’ di dati sulla monogenitorialità, per confortarti un po’? Eccoteli (almeno abbastanza perché ti passi la fase down). Proviamoci.

credits: matteo_bagnoli

Soltanto a partire dal 1983 l’ISTAT, nei suoi rilievi, ha incominciato a prendere in considerazione le famiglie monogenitoriali, all’interno del panorama delle tipologie famigliari. Tuttora questo tipo di famiglia è considerata “atipica” (ne sai qualcosa?) poiché di solito, al contrario della famiglia che si compone di una coppia con figli, è espressione di una relazione interrotta, causa vedovanza, o separazione, o divorzio, o filiazione fuori dal matrimonio e relativo non riconoscimento da parte dell’altro genitore o ancora, come sta sempre più succedendo, per libera volontà di procreare da soli. Nell’ambito della grande discussione che avviene in occidente, a proposito di cosa sia in realtà definibile con la parola famiglia, troppo spesso ci si dimentica completamente di queste realtà. Eppure a livello nazionale, per esempio, rappresentano ben il 7.6% delle famiglie. È interessante (e forse può interessare proprio te, che a volte ti senti un po’ pesce fuor d’acqua) rilevare che nel nord Europa, tra le famiglie monogenitoriali, quelle composte da madri nubili rappresentano ben il 40%. In un comune come quello di Reggio Emilia, nello specifico italiano, spulciando tra i dati dello stato civile disponibile online, si vede che il 54,1% dei genitori soli sono vedovi; quelli nubili/celibi rappresentano solamente il 7,8%; i coniugati (separati di fatto o che comunque vivono soli con la prole) sono il 26,4% e l’11,7% sono divorziati. L’avresti mai detto?  Quante famiglie atipiche conosci? Fai squadra e non restare isolata. Adesso che conosci le cifre, forse, sarà meno dura!