Le nuove famiglie siamo noi

Quanto si è evoluto il concetto di famiglia?
Mia nonna diceva “Il mondo sta cambiando”. Ma è chiaro che sia ora il futuro di cui parlava lei. È per questo che oggi ho il piacere di inaugurare questo spazio tutto per noi, per le nostre nuove famiglie dove racconterò insieme ai protagonisti del cambiamento quello che viviamo nelle case, accompagnando i nostri figli o nipoti a scuola, al parco, alle feste di compleanno, nelle ludoteche, negli spazi dedicati alle famiglie.

Eccole le nuove famiglie: famiglie allargate, scomposte e riunite. Famiglie adottive, famiglie che accolgono minori in affido. Figli avuti da nuovi matrimoni o relazioni. Matrimoni multiculturali e multietnici. Vedovi risposati e nuovamente genitori. Coppie di fatto. Famiglie omogenitoriali. Genitori single. Mamme in carriera 2.0. Papà
casalinghi che non si vergognano di andare al parco. Nonni
multitasking. Nuclei allargati.

Le famiglie non sono più, anzi forse non lo sono mai state, solo quelle regolarmente sposate con prole. Oggi c’è un universo multisfaccettato che ha ridisegnato i confini e snocciolato nuovi codici sociologici. O forse li ha solo messi in evidenza.

La famiglia italiana

Dati alla mano per non restare nell’ambito delle opinioni. Una fotografia che raffigura il cambiamento radicale della base della società del nostro Paese è senza dubbio l’Istat. Già nel 2003 le coppie di fatto in Italia erano il 3,9% del totale delle coppie, di cui il 46,7% è costituito da coppie in cui almeno un componente ha già vissuto una esperienza matrimoniale conclusasi con una separazione o un divorzio.

Le differenze tra Nord e Sud

Le coppie di fatto sono soprattutto al Nord: rappresentano il 5,4% delle coppie nel Nord-Ovest e il 6,2% nel Nord-Est. Al Centro sono il 3,5% del totale. L’1,7% nel Sud e nelle Isole. Gli ultimi dati, riferiti al 2010, segnalano che le separazioni sono state 88.191 e i divorzi 54.160, con un aumento delle prime, rispetto all’anno precedente, del 2,6% e un leggero decremento dei divorzi dello 0,5%. Inoltre il 68,7% delle separazioni e il 58,5% dei divorzi ha riguardato coppie con figli, il cui affido, nell’89,8% dei casi, è stato condiviso.

Le famiglie omogenitoriali

Famiglie tradizionali in crisi e coppie di fatto in crescita. E poi ci sono anche le famiglie omogenitoriali che non possono più essere ignorate. Nemmeno qui dove lo sono di fatto dalle legge. In Italia si calcola che siano centomila i minori con almeno un genitore gay. Ci sono quelli nati da unioni eterosessuali, poi sfociate in un divorzio, ma molti, sempre di più, sono invece vissuti sin dall’inizio in una casa con due mamme e due papà. Secondo la ricerca Modi.di, condotta nel 2005 da Arcigay con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche con più di 40 anni ha prole. Se si considerano tutte le fasce d’età sono genitori un gay o una lesbica ogni 20. E, dato ancor più significativo, il 49% delle coppie omosessuali vorrebbe avere bambini. E’ stato presentato in questi mesi un rapporto dell’Istat sulla popolazione omosessuale nella società italiana: il 43% degli italiani dice sì alle nozze e il 62,8% ritiene che una coppia di omosessuali che convive possa per legge avere gli stessi diritti di una coppia sposata. Ma l’80% è contrario all’adozione. Ancora poco o niente si sa dei genitori single ma i nostri occhi e il nostro quotidiano ci suggeriscono che ci sono, eccome.

Ebbene, sarà proprio di questo universo così variegato di cui qui parlerò. Vi racconterò le notizie, le storie e il vissuto di queste nuove famiglie che, inutile nasconderlo, vivono serenamente integrati nelle grandi città dello stivale ma che magari trovano vita meno facile nei piccoli centri dove parlare all’orecchio è ancora d’uso comune. Ma come accade tra bimbi, sono i grandi che devono aprire la strada ai più piccoli, e mi piace pensare che qui potremmo anche dare riflesso all’immagine di una paese che sa accogliere i propri processi evolutivi per migliorare.

Oscar Wilde diceva che i bambini hanno bisogno di essere sereni per essere degli individui felici. E allora mi chiedo: siamo così sicuri che la felicità e la serenità di un bambino dipendano da come sia composta una famiglia e non invece dalla capacità dei suoi componenti di trasmettere amore, maturità e messaggi positivi? Prendo in prestito le parole di un altro scrittore J.Shiller: «Non è né la carne, né il sangue ma il cuore, che ci rende padri e figli»
Figli voluti non ad ogni costo ma certamente per amore, solo per amore. Perché la famiglia è il luogo dove si trova l’amore. In qualunque modo sia essa composta, se c’è amore c’è tutto. E questo tutto noi vi racconteremo. Benvenuti nel nostro nuovo spazio.