Obesità: una sfida contemporanea

05 marzo 2013- di
Obesità

credits: Ed Yourdon

Quello dell’obesità è un fenomeno sempre più diffuso in età
preadolescenziale che purtroppo determina la futura salute di chi ne è afflitto. Le cause sono varie, ma manca anche una sana educazione alimentare. Una lacuna che progetti sull’educazione alimentare dei bambini cercano di colmare. Recenti indagini statistiche stabiliscono che il numero dei bambini in sovrappeso è purtroppo in aumento.
L’obesità infantile sta diventando una sorta di epidemia che cresce a ritmi vertiginosi, +50% negli ultimi vent’anni (dal 4% del 1990 al 6% del 2010), soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ma anche l’Italia, complici stili di vita tutt’altro che salutari caratterizzati da poco sport e molta TV, si trova costretta ad affrontare l’emergenza obesità, se è vero che in base agli ultimi dati che arrivano dall’Organizzazione mondiale della sanità più di un bambino su cinque tra gli 8 e i 9 anni è obeso (21%) e quasi uno su due è in sovrappeso (45,6%), con una percentuale più elevata nei bambini (48%) che nelle bambine (42,2%). Inoltre un bambino su quattro
non mangia quotidianamente frutta e verdura.” Questi i risultati di un’indagine dell’Istituto superiore di sanità riportati sul “Corriere della Sera” online, il 12 ottobre 2010.
Sono cifre che preoccupano e che devono imporre una sempre crescente attenzione alla varietà e qualità del cibo che costituisce il nutrimento dei nostri bambini.
Prima di dover ricorrere a dietologi specialisti, aiuta a prevenire o a controllare l’obesità nei bambini un po’ di attenzione da parte dei genitori e qualche piccolo sforzo. Per esempio, attenzione quando i nostri bambini trascorrono interi pomeriggi sul divano a guardare la TV o a giocare ai videogiochi.
Questa è un’abitudine negativa da togliere: meno TV e PC, più sport, oratorio, passeggiate, gioco… vita sociale.

Una minaccia sempre in agguato è quella del “basta che mangi”, vangelo di tutte le madri giustamente esasperate per l’inappetenza del figlio: non è mai così, si deve scegliere cosa mangiare. Sempre. Per non finire dominati dal cibo, per non mangiare troppo o troppo poco.
Considerando che, oltre a buone abitudini alimentari, sono fattori correlati a sovrappeso e obesità anche un corretto stile di vita, l’attività fisica, il tempo passato davanti alla televisione, aspetti socio-culturali, condizionamento sociale e condizione di consumi, ecco alcune semplici regole, utili per evitare un eccessivo aumento di peso e facilmente applicabili da tutti.
• Dopo i 16 mesi di vita, il bambino dovrebbe mangiare a orari fissi, quattro o cinque volte al giorno. Una colazione abbondante, una piccola merenda, pranzo e cena, intervallati verso le ore 17 da un’altra merenda a basso contenuto calorico.
• Inserire nella dieta giornaliera almeno cinque porzioni tra frutta e verdura.
• Evitare il più possibile il consumo di merendine, dolci e bibite zuccherate.
• Abituare il bambino a bere acqua in abbondanza nell’arco della giornata.
• Non mangiare davanti a TV, videogiochi, computer…
• Insegnare al bambino che il pasto, qualunque sia, va consumato lentamente per favorire la digestione e per gustare ciò che si sta mangiando.
• Non riempire troppo il piatto del bambino, obbligandolo a mangiare tutto.
• Dare dosi di cibo adeguate a seconda dell’età e dei bisogni nutritivi.
• Non usare il cibo come strumento di consolazione, ricompensa o minaccia.
• Avvicinare precocemente i bambini allo sport, evitando quindi una vita sedentaria.
• Ultimo, ma non meno importante, rivolgersi sempre al proprio pediatra per monitorare l’aumento di peso del bambino, individuando quindi precocemente i primi segnali di rischio, o per modificare la dieta in concomitanza della variazione dei fabbisogni nutritivi che cambiano con la crescita.

 

Tratto da Facciamo la pappa, di Francesca Valla, Mondadori