Odia la geografia? E tu fallo cucinare

21 febbraio 2013- di

Fiumi, capitali e confini per i nostri figli sono un’incubo? «Portiamoli in cucina! Lo studio di Paesi e città può diventare un’esperienza coinvolgente e gratificante per i piccoli studenti. Bastano un po’ di creatività e una visita al supermercato» spiega Paola Menzolini, insegnante e autrice, con Nadia Damilano Bo, di È l’ora dei compiti! (Apogeo).

Ci vuole una ricetta
A scuola si studia il Medioriente? A cena si preparano hummus e falafel. «Cucinare insieme il piatto tipico offre un pretesto per parlare del posto. Non solo. Il corpo ha una memoria: ciò che si impara con un’attività manuale non si scorda più» sottolinea l’esperta.

Il mondo nel piatto

«Ogni ingrediente ci “parla” del suo luogo di origine. Facile, così, ripassare» continua Menzolini. Qualche esempio. In Liguria cresce tanto basilico perché il clima… La carne dei tortellini emiliani è buona perché gli allevamenti…

Con i compagni
Perché non portare in classe i cantucci toscani preparati con la mamma? «Il ragazzino sarà orgoglioso di offrire alla classe i dolci che ha cucinato. E non dimenticherà più dove si trovano Prato, Siena e Firenze».

Tratto da il bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna