Quando i figli sono vicini di età

30 gennaio 2013- di

Chi me l’ha fatto fare – chi me l’ha fatto fare – chi me l’ha fatto fare: il mantra dei primi due anni di vita del mio bimbo più piccolo.

Figli vicini

Credits: Silvia Sacchetti

Me la sono proprio cercata da sola. Li volevo vicini. Vicinissimi. Ho cercato Niccolò quando Matteo aveva 16 mesi e, dato che la matematica non è un’opionione, la differenza di età tra loro è di 25 mesi.
Che è la differenza d’età peggiore, dicono (per lo meno per quanto riguarda la gelosia). Però, insomma, non è che prima di far figli, si possano passare le giornate a far calcoli.  Già il fatto che arrivino, poi, è un grande dono.
Come ho raccontato, io non ho fratelli, per cui non avevo minimamente alcuna idea di…niente! L’unica cosa che sapevo è che li volevo vicini, perché avevo intenzione di fare  anche un terzo figlio, che poi non ho fatto.

Tanta fretta per cosa, dunque?
Per  ritrovarsi con due bambini sotto i due anni, un neonato ad alto bisogno e l’altro geloso e sofferente.
Per passare cinque (cinque!) anni, ininterrottamente tra gravidanza-allattamento-gravidanza-allattamento. Per  passare sempre cinque anni di notti in bianco, dalle quali mi devo ancora riprendere.
Per le fatiche immani anche solo per fare due passi con entrambi, il duenne a piedi e il neonato urlante in carrozzina (poi dicono “le autonomie”. Quando li fai vicini per forza le competenze di ciascuno vengono stimolate precocemente!).
Per le corse al nido, con il piccolo nell’ovetto, sotto una neve indimenticabile.
Per il senso di colpa tremendo: “ho tolto al primo energie, tempo e amore esclusivo”.