Qui ci vuole una bella lavata di… denti!

06 gennaio 2013- di

L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che il 90 per cento dei bambini europei dovrebbe avere la bocca sana. Eppure, in Italia, oltre il 20 per cento dei piccoli intorno ai 4 anni ha già problemi di carie e la percentuale sale al 44 tra i dodicenni. «Ecco perché una puntuale igiene orale è importante fin dalla più tenera età» avverte Luigi Paglia, responsabile del reparto di odontoiatria infantile all’Istituto Stomatologico Italiano di Milano. Da zero a 6 anni: comincia la fase della prevenzione. La lotta alla carie inizia fin dalle prime settimane di vita del bimbo. «Con una garza imbevuta d’acqua, la mamma dovrebbe eliminare batteri e residui di latte» spiega l’esperto. «Poi, appena spuntano i dentini, bisognerebbe usare lo spazzolino due volte al giorno». Ma niente dentifricio, perché fin verso i 2 anni il bambino rischierebbe di deglutirlo.

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Dai 2 anni, invece, il piccolo può incominciare a spazzolare i denti da solo, sempre con l’assistenza di un genitore. «A questa età non serve preoccuparsi troppo che i movimenti siano corretti: l’importante è che impari la routine della pulizia dei denti dopo ogni pasto». Quanto al dentifricio, come si sceglie lo spazzolino e dentifricio assicurano ai vostri bambini un sorriso sano che li accompagnerà anche da grandi.  glie? «Vanno bene quelli formulati apposta per i bambini, che contengono modeste quantità di fluoro. Un eccesso di questo minerale, infatti, rischia di macchiare lo smalto. Solo quando i denti sono definitivi si può passare alle paste per gli adulti» precisa l’esperto. Dai 6 anni: occorre mantenere le buone abitudini Arriva il momento dell’appuntamento con il dentista. «Il primo controllo, a meno che non ci siano problemi specifici, va effettuato tra i 4 e i 6 anni. In seguito sarà l’odontoiatra a stabilire la frequenza delle visite che, in genere, avvengono ogni sei mesi» consiglia Luigi Paglia. Nel frattempo i bambini devono imparare a usare correttamente lo spazzolino. Tenendo conto che, molto probabilmente, metteranno presto l’apparecchio, se lo sanno utilizzare bene riusciranno a rimuovere anche i residui di cibo che possono incastrarsi nella “macchinetta”. «Il movimento deve andare sempre dal rosa al bianco, cioè dalla gengiva verso la punta» spiega Paglia. «Inoltre, bisogna ricordare di spazzolare anche la parte interna dei denti». Un’altra manovra efficace per prevenire o rimuovere la placca è appoggiare le setole sulla base delle gengive, inclinare la testina di 45 gradi circa e compiere dei delicati movimenti rotatori. Ma non sempre i gesti e gli strumenti di base bastano per garantire denti belli e sani. Ecco perché, a partire dai 10 anni, è utile avvicinare i ragazzini all’uso del filo interdentale: è l’unico modo per pulire gli spazi tra un dente e l’altro, quelli dove lo spazzolino non riesce ad arrivare. «Le ricerche confermano che il 77 per cento degli adolescenti ha già sofferto di malattie o disturbi gengivali» avvisa lo specialista Paglia. «La causa è data proprio dall’uso sporadico del filo interdentale. Consiglio di scegliere quello cerato, che è più scorrevole. Bisogna insegnare al bambino a prenderne un pezzo lungo circa 40 centimetri, spiegargli come avvolgerlo intorno agli indici e a farlo scorrere su e giù negli spazi fra i denti, insistendo soprattutto tra i due ultimi molari e facendo attenzione alle gengive!». Se questo gesto diventa un’abitudine, garantirà ai bambini un bel sorriso quando saranno adulti.

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna