Come sopravvivere alla prima pappa: seconda puntata

Verdure, brodi, congelamenti. Ormai sei maestra (e maestro) del fare scorta: giusto un paio d’ore e hai preparato porzioni di prima pappa per una settimana o due. Pare facile, no? Eppure ho amiche che hanno dovuto fronteggiare una seconda emergenza.

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credits: LoggaWiggler

Prendiamo la mia amica Francesca. La sua pediatra è stata categorica: consommé o brodo chiarificato o brodo, per farla semplice, senza alcuna traccia di verdura per un mese. E lei ha ubbidito, molto più scrupolosa della sottoscritta, che di tanto in tanto si è data a esperimenti di autosvezzamento. Per lei la sopravvivenza in quelle settimane si è fatta difficile. Verdure, verdure, verdure che avanzavano dal nobile brodo per il bebè. Che farci?

Dopo diversi giorni a base di passati di verdura ha iniziato a spazientirsi: bene, un po’ di effetto detox non fa male. Ma detox oggi, detox domani, non se ne poteva più. Soufflè? Uhm, troppo complicato. Sformato? Troppo tempo.

È andata di tortilla, rivisitata, per le patate: 3 uova, cipolla, olio, patate, sale e pepe. Giusto un minuto per affettare le patate,  rosolarle in padella con tanta cipolla e olio, sbattere le uova e unire il tutto.

Le carote hanno fatto da fingerfood in bicchierino: passate con olio, coriandolo fresco, limone e una grattuggiata di zenzero.

Vuoi decorare il tutto? Bhe, una fetta di pesce affumicato (spada, storione o trota bianca) è perfetta.
Et voilà, gli esperimenti per la prima pappa si sono trasformati in qualcosa di originale anche per mamma&papà.