Aiuto aspettiamo un bambino: consultazione terapeutica perinatale

La consultazione psicoterapeutica perinatale è un intervento preventivo di consultazione breve rivolto ai genitori con lo scopo di accompagnarli dall’ipotetico progetto genitoriale di un bambino fino al secondo anno di vita del lattante.

credits: lucavioletto

Le premesse teoriche di tale metodologia si delineano sul modello della Consultazione terapeutica di S. Lebovici su ispirazione di D.W. Winnicott e si articolano a partire dalle teorie interazioniste attraverso i contributi di J. Bowlby sull’attaccamento e il concetto strategico di “mandato transgenerazionale”.

Il percorso permette di affrontare la fase di riassestamento psichico della storia evolutiva individuale e generazionale di ciascun genitore, i timori e i turbamenti naturalmente riattivati in entrambi nel periodo della gravidanza o successivi alla nascita, mirando alla trasparenza psichica e alla riorganizzazione dei ruoli in un’ottica transgenerazionale.

A chi si rivolge la consultazione terapeutica perinatale?

A genitori che aspettano il loro primo bambino e si sentono preoccupati e insicuri o che affrontano tutti quei cambiamenti legati sia alla presenza del bambino (riorganizzazione dei ruoli), sia alle dinamiche familiari (transgenerazionalità), cambiamenti che possono favorire l’insorgenza di difficoltà nel mantenimento di un sereno equilibrio all’interno dell’individuo e della coppia.

Quando serve?

Serve in tutte quelle occasioni in cui i genitori sentono il bisogno di condividere le proprie difficoltà e i propri timori in funzione di un miglioramento della relazione di coppia e del loro essere genitori durante la gravidanza, in presenza del bambino interno o del bambino reale appena dopo la nascita.

Cosa viene proposto?

La consultazione terapeutica perinatale prevede due varianti: intervento specifico in risposta a una crisi (da 1 a 6 sedute), intervento di psicoterapia breve (da 3 a 10 sedute).
Parlare con uno specialista può facilitare uno sviluppo più sereno della gravidanza e delle precoci interazioni bimbo-caregiver, permettendo di superare il disagio nell’individuo e nella coppia per un’evoluzione migliorativa dei rapporti.